Tornano a riempirsi di migranti le dieci palazzine della case popolari di Largo Martiri di Via Fani, sgomberate dai proprietari circa quattro anni fa, a seguito di un’ordinanza sindacale di pericolo per l’incolumità delle famiglie residenti e dei passanti. Da diverse settimane, non pochi cittadini, che abitano nel popoloso quartiere che si trova ubicato tra la circonvallazione e la chiesa di San Francesco, hanno segnalato che i 60 appartamenti sono abitati da decine e decine di extracomunitari, lavoratori stagioni senza fissa di mora, per ora impegnati in agricoltura per la raccolta delle arance.
L’area in questi anni era stata recintata da rete metallica per impedire l’accesso a quanti non hanno alcun diritto soprattutto a dormire sotto un tetto e in un’area urbana a rischio se è stata sgomberata e tutt’oggi si trova abbandonata, in attesa della gara di appalto che porterà alle demolizione e alla ricostruzione delle 60 case popolari, alcune di proprietà dei riberesi e altre ancora in possesso dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Agrigento. Ultimamente i controlli delle istituzioni si sono allentati per cui sulla recinzione sono state aperte delle grandi fessure attraverso cui passano non solo gli occupanti abusivi, ma anche qualche autovettura.
I cittadini del popoloso quartiere hanno segnalato che le 10 palazzine sono prive di qualsiasi servizio, dall’acqua alla luce, dalle fognature alla raccolta dei rifiuti solidi urbani per cui temono che l’ex complesso abitativo possa trasformarsi in un ghetto, a rischio anche della salute della collettività. Urge rimettere ordine e sollecitare l’indizione da parte dell’Urega di Agrigento della gara d’appalto dell’opera.
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Attualità & Cronaca Ribera: I migranti tornano a riempire le palazzine disabitate e da demolire...





