Ribera: La Regione Siciliana pagherà gli oneri dei 24 lavoratori socialmente utili sospesi dal lavoro

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Sarà la Regione Siciliana a pagare gli oneri finanziari dei 24 lavoratori socialmente utili che in passato sono stati coperti economicamente dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il fondo sociale nazionale. Questo è quanto è stato promesso nella giornata di ieri alla delegazione riberese che si era prontamente recata a Palermo e che era composta da buona parte dei lavoratori da decenni in servizio presso il Comune di Ribera, dall’assessore comunale Cristina Cortese, dal segretario comunale generale dott. Leonardo Misuraca e dal deputato regionale Totò Cascio.
La delegazione riberese, assieme ad altri gruppi di lavoratori provenienti da altre città siciliane, è stata ricevuta all’Ars in audizione dalla commissione regionale Lavoro. E’ stato assicurato a 251 lavoratori siciliani in tutto (24 unità sono riberesi) che la Regione Siciliana, con un proprio emendamento al bilancio di circa due milioni di euro, inserirà la somma di denaro nello strumento finanziario regionale che dovrà essere approvato entro il 28 febbraio prossimo.
Per i lavoratori, presenti a Palermo con striscioni e slogan, si è trattato di un sospiro di sollievo perché dalle disposizioni regionali dei giorni scorsi erano stati sospesi dal servizio attivo. La Regione Siciliana non ha previsto un percorso di stabilizzazione e non ha presentato il programma di fuoriuscita dei lavoratori dal precariato, scaduto il 31 dicembre scorso, e il Ministero del Lavoro ha tagliato inesorabilmente i fondi assegnati negli anni passati. Ben 15 giorni ancora di attesa per gli LSU riberesi che hanno rischiato di rimanere in mezzo alla strada dopo decenni di servizio.
Il sindaco di Ribera Carmelo Pace ieri mattina ha detto: “Siamo preoccupati per i disagi causati dalla sospensione dei lavoratori e dai disservizi che potranno interessare i cittadini. E’ alquanto increscioso che 24 famiglie riberesi, molti a mono reddito, siamo privati del sussidio mensile atto a garantire quel poco di serenità economica”.

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