Ribera: Si contano ancora i danni al territorio, alla viabilità, all’agricoltura e all’ambiente

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Si contano ancora i danni al territorio riberese, alla viabilità soprattutto extraurbana, all’agricoltura e all’ambiente. I nubifragi dei mesi scorsi, con tanta acqua piovana mai vista prima d’ora (198 millimetri il 25 novembre scorso), fanno affiorare tutt’oggi guasti e pericoli sul territorio. Sul lungo costone arenario, che va da contrada Santa Rosalia sino a Poggio Diana, in prossimità del castello, sono stati registrati in questi giorni rovinosi crolli di grossi massi di tufo che, grandi più di una macchina, sono precipitati a valle, nei giardini, tra gli agrumeti e gli uliveti, per fortuna senza arrecare danni agli agricoltori impegnati ancora in questi giorni nella raccolta delle arance. Il pericolo di altri crolli, con tanti macigni in bilico, esiste e preoccupa gli agricoltori che quotidianamente si recano nelle loro aziende. Urge l’intervento della Protezione Civile comunale e Provinciale.
Strade rotabili di campagna e trazzere sono talmente danneggiate da impedire il passaggio dei mezzi agricoli, in tutte le contrade del vasto territorio. Tanti agricoltori hanno cominciato a riparare di tasca proprio le strade di campagna, in attesa dei promessi finanziamenti urgenti della Regione Siciliana.
I gravissimi danni a tutto il litorale riberese, una decina di chilometri di costa che si affaccia sul Canale di Sicilia, sono stati scoperti da poco. Sono interrotti i collegamenti tra Ribera e la località balneare di Piana Grande e tra questa piaggia e la borgata di Seccagrande. Molti villini e case estive non sono raggiungibili. Frane, smottamenti di terreno e detriti di ogni genere impediscono il transito perfino alle biciclette. Difficoltà veicolare, perfino alla passarella sul fiume Magazzolo, nel transito tra Seccagrande e Borgo Bonsignore. Stessa situazione nella contrada Camemi Superiore dove l’asfalto è stato ricoperto dagli smottamenti dei terreni.
Le tre importanti spiagge del litorale sono piene di detriti, pietre, arbusti, fango. Trasportati dall’acqua piovana e dalla piena dei fiumi, in prossimità delle foci del Magazzolo e del Verdura.

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