Agrigento: Dighe tracimano, esondazione fiumi, strade intransitabili e vertice in prefettura

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Terzo nubifragio in tre mesi e terza alluvione con esondazione dei fiumi presenti in tutto il territorio provinciali, strade statali e soprattutto provinciali a rischio e intransitabili, danni agli agrumeti e alla aziende agricole e prossimo vertice di amministratori comunali e di enti ed istituzioni presenti sul territorio in prefettura. Quello di ieri notte è il terzo terribile nubifragio che si abbatte sulla provincia di Agrigento, diventata improvvisamente fragile, dopo quelli del 25 novembre e del 22 gennaio che hanno arrecato danni irreversibili ad agricoltura, viabilità ed aziende produttive e commerciali.
Mai tanta acqua era caduta in provincia. Cominciano dalle copiosissime piogge registrate sul territorio montano sino al litorale che si affaccia sul Canale di Sicilia. Fiumi, torrenti e ruscelli, già sazi di acqua piovana dei mesi scorsi, si sono ingrossati terribilmente tanto da esondare in diverse valle tra il Belice, il Verdura, il Platani, il Salso e il Naro, da occidentale ad oriente del territorio provinciale. Sul Verdura, l’acqua ha invaso agrumeti in territorio di Villafranca Sicula e il sindaco Domenico Balsamo ha chiesto l’intervento della protezione civile e della prefettura per dei sopralluoghi. Stessa situazione nella vallata del Platani, dove il corso d’acqua, privo da sempre di argini, è diventato una doppia autostrada, con allagamento di frutteti e della viabilità rurale.

Fiume Platani foce  (1)

Non è diversa la situazione sul fiume Salso e sul fiume Naro nella parte orientale della provincia dove le precipitazioni atmosferiche hanno fatto triplicare la portata dei corsi d’acqua.
Tutte le dighe, per la prima volta negli ultimi decenni, non solo sono stracolme, ma in tutte sono state aperte per sicurezza le paratie e l’acqua già sfiora il livello massimo mai raggiunto. L’acqua va già a mare nel Canale di Sicilia dalla diga Castello di Bivona, dall’invaso Gammauta di Palazzo Adriano, dalla diga Raia di Prizzi, dagli invasi San Giovanni e Furore di Naro sull’omonimo fiume. L’acqua immagazzinata sarà sufficiente per tutto l’anno sia ad uso civile che ad uso agricolo.
Dopo i frutteti, i danni maggiori si registrano nella viabilità statale, provinciale e comunale. Sulla SS 118, tra Cianciana e Raffadali, al km 106, frana e massi hanno bloccato per diverse ore la strada. L’intervento dell’Anas ha permesso di riaprire l’arteria sulla quale però il transito è a senso unico alternato, con deviazioni. Nei pressi di Casteltermini la strada provinciale 22 è stata chiusa, tra i km 1 e 2, per il crollo di un costone roccioso che sovrasta l’arteria. Il Libero Consorzio di Agrigento ha chiuso, “sine die” l‘arteria di collegamento con la SS 189 Agrigento-Palermo. Il percorso alternativo è la SP 21 Passfonduto-Casteltermini.

frana strada statale 118
A Ribera la strada provinciale per la spiaggia Piana Grande è franata e la località è irraggiungibile da parte dei tanti proprietari dei villini. Smottamenti sulla Cianciana-Ribera. A Sciacca, in via precauzionale, sul ponte tra la Perriera e il quartiere Raganella il transito si svolge senso unico alternato, con semaforo, per evitare possibili crolli.
Il sindaco di Cianciana Santo Alfano ha lamentato che città e territorio montano sono stati abbandonati ormai da mesi sia dalla Regione Siciliana che da tutta la deputazione agrigentina e siciliana. Il sindaco di Bivona Giovanni Panepinto ha avuto ieri pomeriggio assicurazioni dal prefetto di Agrigento Nicola Diomede per un incontro immediato tra il Libero Consorzio di Agrigento, Anas, Genio Civile, Protezione Civile, consorzio di bonifica Agrigento 3 e sindaci agrigentini.

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