Ribera: Alunna disabile a scuola senza ascensore

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Da anni c’è l’ascensore, ma non ha mai funzionato. Un’alunna disabile per seguire le lezioni dei vari laboratori viene portata in carrozzina al primo piano con disagi fisici e soprattutto morali. Accade a Ribera all’interno del plesso della scuola elementare “Cufalo” che, in via Berlinguer, dipende dall’istituto comprensivo “Vincenzo Navarro”. Si tratta di un’alunna diversamente abile di quinta elementare che gli insegnanti e a volte i familiari accompagnano al primo piano dello stabile dove sono collocati i laboratori di musica, informatica e delle classi con le lavagne Lim.
L’ascensore da tempo è fermo, ha una scheda bruciata e la ditta specializzata non l’ha può sostituire perché l’ascensore non è stato mai collaudato. L’alunna, che ha quasi 11 anni, viene accompagnata dalla classe a pianterreno al primo piano dai docenti di sostegno, ogni qualvolta si va in laboratorio. Un viaggio per le scale, per salire e scendere, con il passeggino e con qualche pericolo.
La giovane madre,Giusy, alla quale era stato promesso dal Comune di Ribera che l’inconveniente sarebbe stato risolto ad inizio di anno scolastico, attende ancora a febbraio che la lampadina rossa dell’ascensore si accenda. Con sollecitazioni, incontri e richieste la donna le ha tentate tutte, con il sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali, ma senza successo. “Sento parlare di aiutare chi soffre, chi è disagiato, di affiancare gli umili… – scrive – se vogliamo essere persone civili, dobbiamo costruirla la civiltà partendo dalle piccole cose che fanno la differenza….”.

Ecco la lettera che ci ha fatto pervenire Giusy Zabbara, la mamma della ragazzina diversamente abile.

C’era una volta……………….

Vivere in un piccolo paese ha i suoi vantaggi, ci conosciamo tutti ….e tutti ci prodighiamo per gli altri soprattutto nei momenti di maggior bisogno, eppure…..

C’era una volta un bellissimo ascensore nuovo ,immacolato, situato in una scuola anch’essa nuova, stupenda, pronto ad accogliere tutte le esigenze che si sarebbero potute presentare nel corso degli anni, come ad esempio aiutare una bambina disabile a salire al piano di sopra per magari, se non è troppo fastidio, accedere alle aule di canto o all’aula LIM e a qualsiasi altro laboratorio scolastico proprio come fanno normalmente tutti gli altri bambini; proprio come si fa in una società civile, in una comunità piccola come la nostra e dove tutti siamo amici. Peccato che la storia, questa storia che poi è la mia, non abbia proprio un lieto fine, anzi non ha neanche un ‘inizio. Ho cercato di parlare, di mediare con tutti, Sindaco, Assessori, tecnici e quant’altro ma l’unica vera parola me l’ha data il tempo trascorso, che aimè non torna più: l’ ascensore è ancora fermo, per non si sa quale guasto; ma anche mia figlia è ferma da ottobre a questa parte….giù al primo piano proprio come l’ascensore! Ma vorrei brevemente raccontare questa storia, perché è una bella Pagina di solidarietà e di civiltà.

La storia inizia quasi cinque anni fa quando iscrivendo la mia piccola alla scuola elementare proprio perché istituto nuovo e munito di ascensore (Istituto V. Navarro plesso Berlinguer), scopro che questo impianto non era mai stato messo in funzione perché mai collaudato. La scuola posto io il problema, lo demanda al Comune il quale dice che non ha i soldi per provvedere e metterlo in funzione. Priorità ovviamente per l’amministrazione comunale era altro no… e non mia figlia che non poteva frequentare la scuola non potendo salire le scale per andare in classe… penso che qualsiasi persona di buon senso non avrebbe risposto così. Anche lì varie sollecitazioni, vari incontri, fino a quando l’Assessore alle Politiche sociali di allora riesce ad aiutarmi e miracolo non c’era neanche bisogno di chissà quanti soldi…bastava semplicemente collaudarlo. Magicamente torna il sereno ….siamo di nuovo in un paese civile! Ma purtroppo la favola ha sempre un intoppo, e la strega cattiva ritorna …. Inizia il nuovo anno scolastico e il bell’ascensore si blocca, non si può più utilizzare, non si sa ancora bene cos’è successo, ma un dato certo c’è, nessuno ad oggi ha fatto nulla. La cosa bella qual è però, perché a tratti diventa pure paradossale il racconto, l’ascensore risulta ad oggi ancora non collaudato ed è questo uno dei motivi per cui ancora il Comune in capo al Sindaco, Assessori e tecnici non hanno fatto un bel niente con la conclusione esilarante che in base ad una nuova normativa tutti gli impianti nuovi ma non collaudati entro i 5 anni rimarranno inutilizzati e inutilizzabili ma non per colpa di questa normativa, ma per negligenza di chi aveva il dovere di farlo e non lo ha fatto! Questa è la conclusione della storia, questo il mondo in cui vivo, questa è la società che mi rappresenta. Sento sempre parlare di aiutare chi soffre, chi è disagiato, di affiancare gli umili … credo che prima si debba doverosamente fare un passo indietro e renderci conto che il perbenismo nuoce in primis a noi stessi, perché è da noi che dobbiamo iniziare a lavorare, perché se vogliamo essere delle persone civili dobbiamo costruirla questa civiltà, partendo dalle piccole cose perchè sono queste che fanno la vera differenza… sono queste che ci classificano persone civili”.

Giusy Zabbara