Ribera: Si cominciano a contare i danni del maltempo

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Con due belle giornate consecutive, allietate da uno splendido sole che ha portato la temperatura esterna intorno ai 20 gradi, si cominciano a contare i danni causati dal nubifragio di domenica scorsa non solo a Ribera, ma su tutto il territorio, soprattutto nel comparto agricolo. L’acqua negli agrumeti nelle valli dei fiumi Verdura e Platani, e in parte anche sul Magazzolo, comincia a scendere di livello, lasciando un terreno limaccioso sotto i pregiati agrumeti. Si potrà evitare così il marciume radicale a cui sarebbero state sottoposte, persistendo l’acqua piovana nei giardini, milioni e milioni di piante di aranci, tra l’altro cariche di frutto.
Ad essere danneggiate risultano ancora le strade rurali,rotabili e trazzere, che sono state invase da smottamenti di terreno che rallentano o bloccano la viabilità dei mezzi agricoli e la stessa circolazione stradale, come avviene ad esempio sulla trazzera di contrada “Scirinda” e sulla strada provinciale n. 32 Ribera-Cianciana. C’è di più. Una frana ha investito la strada rurale di contrada “Torre”, a sud dell’abitato riberese, tra gli agrumeti, e la terra scivolata a valle, ha lasciato scoperta la grossa tubazione del gas che trasporta il metano verso la città.
Si tratta di un’opera che è stata già segnalata al distributore e gestore della rete che comnque deve essere riparata subito, per evitare inconvenienti di sorta, dato che l’arteria è frequentata quotidianamente dagli agricoltori, in questi giorni numerosi per la raccolta delle arance. Il tessuto urbano di Ribera, le strade, già molto precarie per la presenza di tante buche e bubboni, si sono trasformate in un pezzo di formaggio svizzero, una groviera che danneggia le auto in transito e crea pericoli per pedoni e viaggiatori.

Ribera Gasdotto scoperto
L’acqua piovana, in tanti quartieri, ha scucito l’appalto e ha asciato tante di quelle buche che devono essere coperte al momento con terriccio e materiale vario e successivamente con l’asfalto. Diversi automobilisti lamentano danni alle autovetture e pare si apprestino a chiedere i dovuti risarcimenti all’amministrazione comunale.
Sul territorio, nella valle del fiume Magazzolo, nessuno dopo circa due mesi dall’alluvione di novembre, nessuno a messo mano alla omonima traversa, nei pressi dell’ex stazione ferroviaria. I danni non sono stati riparati e l’invaso non è stato messo in sicurezza, dato che a valle vi sono tanti agrumeti ed aziende agricole. La portata d’acqua sul fiume Verdura, nei pressi del ponte sulla SS 115, è ancora consistente perché le piogge hanno fatto crescere sorgenti e ruscelli.
A tal proposito, si registra una precisazione da parte Enel Produzione – Unità di Business Hydro Sicilia, Gestore delle Dighe di Prizzi e Gammauta, che ritiene opportuno ricordare che tali impianti, per tutta la durata degli eventi piovosi, sono stati gestiti secondo le modalità prescritte nel documento di protezione civile per la gestione delle emergenze idrauliche. L’ Enel evidenzia che solo sulla diga Gammauta è stato necessario eseguire manovre sugli organi di scarico e che ogni apertura degli stessi è stata, comunque, preceduta da apposita comunicazione inviata alle Prefetture di Palermo e Agrigento, alla Protezione Civile Regionale, all’ufficio tecnico delle dighe di Palermo, ai carabinieri, all’Anas e alla ditta impegnata nella costruzione del ponte, sul Fiume Verdura, della SS 115. L’Enel ricorda che le procedure messe in atto sulla diga Gammauta hanno, infatti, comportato rilasci a valle che non sono mai stati superiori alla portata d’acqua in ingresso. La diga Prizzi ha, invece, totalmente invasato le portate affluenti senza effettuare alcun rilascio a valle. Trattenendo totalmente o in parte le acque ricevute, le due dighe hanno, così, mitigato il quantitativo delle acque confluite a valle.

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