Ribera: Contro le esondazioni urgono la pulizia dei tre fiumi e la realizzazione di briglie e di argini

2936

“Se dovesse tornare a piovere, c’è il rischio che i tre fiumi del territorio, il Verdura, il Magazzolo e il Platani, possano ancora esondare, se non saranno realizzati al più presto la pulizia del letto dei fiumi, la costruzione degli argini e, soprattutto nei punti critici, la creazione di bozzoni in pietra e di briglie in cemento armato per frenare la terribile furia delle acque che a tutta velocità oggi entrano nei giardini”.
A lanciare l’allarme è il riberese Emanuele Siragusa, geologo, esperto, già presidente dell’Ordine dei Geologi di Sicilia, sindaco e presidente dell’ex provincia Regionale di Agrigento. “Le bombe d’acqua arrivavano una volta ogni 10-15 anni – afferma – oggi a causa delle mutazioni climatiche succede che i nubifragi accadano ogni 3-4 anni per cui bisogna correre ai ripari se si vuole salvaguardare territorio, città e soprattutto agricoltura. I gravissimi danni dei giorni scorsi ne sono i segni premonitori”.

alluvione nov. 2016 - Copia
Secondo Siragusa, che ha fatto un attento sopralluogo lungo i tre fiumi del territorio, per prima cosa, serve pulire in maniera dettagliata il letto dei fiumi oggi intasati da sterpaglie, detriti, alberi, fango e pietre che, in prossimità dei tanti ponti bloccano il deflusso dell’acqua verso il mare. Lo stesso dicasi per le centinaia di torrenti che portano l’acqua nei fiumi.
“Sui tre fiumi – precisa il geologo riberese – è necessario costruire gli argini, soprattutto in prossimità delle anse e delle curve dei fiumi, specie nei tratti più a rischio come a “Tragaleggi” e “Piano Monaco” tra Ribera, Calamonaci, Caltabellotta e Villafranca Sicula. Servono a fianco dei ponti, su strade statali, provinciali e comunali, le briglie in cemento o pietra che hanno il compito di ridurre notevolmente la velocità dell’acqua che oggi crea danni enormi ed irreversibili non solo a colture e produzione, ma anche alle aziende”.
In prossimità della foce del fiume Verdura, è a rischio l’intero villaggio, il Resort Verdura di Rocco Forte, che il 25 novembre ha subìto danni per circa 5 milioni di euro e che oggi da occupazione a 300 lavoratori.