Agrigento : Per l’alto costo dell’acqua, a rischio le aziende zootecniche agrigentine

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In provincia di Agrigento, soprattutto nelle aree montane, c’è il rischio concreto che la zootecnia possa subire una pesante mazzata economica per la fornitura dell’acqua finalizzata a dissetare gli animali e per effettuare la pulizia delle aziende. I consorzi di bonifica siciliani, e anche quello di Agrigento 3, stanno diventando una vera e propria calamità per migliaia di aziende agricole ubicate tra San Giovanni Gemini, Cammarata, Santo Stefano Quisquina e Bivona.
E’ quanto afferma Coldiretti di Agrigento commentando l’aumento spropositato del costo della risorsa idrica nella provincia di Agrigento. “Le comunicazioni che stanno arrivando in questi giorni al comparto e alle organizzazioni professionali agricole – sottolinea il direttore della Coldiretti agrigentina Giuseppe Miccichè  – sono sconcertanti e paradossali. Secondo le richieste recapitate, un’azienda media con vacche, che prima pagava  un canone annuo di 250 euro adesso dovrebbe  pagare circa 10 mila euro in quanto il prezzo fissato è di 1,20 euro al metro cubo. Gli stessi aumenti vertiginosi gravano anche per le aziende con ovini”.
Per le aziende zootecniche di Cammarata, zona che sta vivendo questa vicenda paradossale – sottolinea la Coldiretti – significa la chiusura definitiva perché il prezzo di vendita del latte è irrisorio e non permette di coprire dei costi così. Pare che in passato l’acqua sia stata fornita ad un prezzo simbolico per favorire lo sviluppo degli allevamenti che nella zona montana stanno alla base dell’economia aziendale. Passare da appena 20 centesimi ad 1euro e 20 centesimi per ogni metro cubo d’acqua fornita agli allevatori significa soltanto chiudere i battenti delle fattorie in tutta la montagna.
“Non si tratta di acqua potabile come quella che viene fornita alle abitazioni civili – sostengono tanti allevatori agrigentini – bensì di acqua che serve per le pulizie, ma soprattutto per dissetare migliaia di mucche e di ovini, quasi al prezzo dell’acqua minerale. La vendita del latte non consente tali mostruosi aumenti. E’ la politica che deve intervenire. Diversamente sarà la morte per la zootecnica”.
“La situazione  – conclude Giuseppe Miccichè –  riguarda non solo l’Agrigentino, ma tutta l’Isola  in quanto è stato ridotto l’aiuto pubblico, ma la gestione commissariale che dura da vent’anni non può certo ricadere sugli imprenditori agricoli”.

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