Ribera: Mimmo Macaluso “La città deve avere un museo”

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Ribera, un Comune troppo giovane per avere una storia significativa o dei monumenti rilevanti: questo è un luogo comune da sfatare (affermo io), dato che la sua fondazione, è vero che risale al 1600, ma il suo territorio è stato teatro di frequentazioni che risalgono al neolitico, una vera e propria colonizzazione da parte di genti attratte dalla ricchezza e dalla fertilità del suolo, lambito da tre fiumi. Ma persino in tempi recenti, Ribera, con i suoi illustri cittadini, ha contribuito a scrivere la storia d’Italia e faccio riferimento a Francesco Crispi, ideatore e pianificatore dello sbarco di Garibaldi con i Mille in Sicilia e di Giuseppe Gueli, l’Ispettore Generale di Polizia, che nel 1943 ebbe in custodia il prigioniero Benito Mussolino e che consegnando il duce ai tedeschi a Campo Imperatore, alterò il corso degli eventi della Seconda Guerra Mondiale in Italia.
Ecco perché Ribera dovrebbe avere un museo, un luogo espositivo plurivalente, dove esporre i reperti di tulle le epoche rinvenuti nel nostro territorio e dove con pannelli o installazioni multimediali, si possa raccontare questa storia millenaria. Un primo embrione di museo si ebbe oltre quindici anni fa, quando la sede del locale Archeoclub d’Italia, accoglieva numerosi reperti rinvenuti soprattutto sott’acqua, grazie ad una autorizzazione della Soprintendenza di Agrigento, ma questo patrimonio merita una sede adeguata, dove i reperti dovrebbero essere esposti seguendo un preciso percorso museale, a cominciare dal bronzo antico, cioè al 1400 avanti Cristo, quando il nostro territorio, fu un luogo d’incontro tra due culture, quella indigena sicana e quella dei colonizzatori arrivati dall’Egeo e dall’Anatolia, probabilmente dopo il disastro ambientale causato dall’esplosione del vulcano Santorini. Testimonianze di questo incontro, li ritroviamo nell’abitato capannicolo di Scirinda, che conserva una delle strade acciottolate più antiche del mondo, in contrada Ciavolaro, dove una stipe votiva ha restituito oltre 300 splendidi vasi di straordinaria fattura e nelle tombe di contrada Anguilla, dove l’influenza del nuovoinflusso culturale, è rappresentato dal modo di costruire le tombe, che da semplice forma a grotticelle, diventano dotate di Tholos e Dromos, cioè di corridoio e volta cupuliforme, come quelle micenee. Molti dei reperti rinvenuti in questi siti, giacciono nei depositi della Soprintendenza, dato che solo alcuni esemplari sono esposti a museo S. Nicola: avendo un luogo adeguato per esporli, si potrebbe chiedere il loro affidamento, compreso lo splendido piatto tardo-romano rinvenuto dal sottoscritto nel mare di Seccagrande, dove è raffigurato un episodio da mettere in relazione con il ritorno della Santa Croce a Gerusalemme nel 630, ad opera dell’imperatore Eraclio. I locali dell’ex mattatoio, nel cuore di Ribera, dotati di ampi spazi dove parcheggiare auto e pullman, sarebbero quelli più idonei a diventare un museo civico, anche perché tale struttura ha già subito un cambio di destinazione d’uso a centro plurivalente, con un progetto già approntato da un architetto, su incarico delle precedenti amministrazioni comunali. Nel museo si potrebbe anche raccontare la storia dl nostro territorio nel 1500, epoca di maggiore splendore del nostro castello di Poggiodiana, che nel corso del recente restauro e consolidamento, ha restituito eccellenti ceramiche rinvenute in alcune cisterne; il castello, in ogni caso, necessita urgentemente di essere messo insicurezza, di essere acquisito a patrimonio comunale e dotato di una adeguata strada d’accesso e di un ampio parcheggio. I locali del museo, possibilmente affidati assieme al castello di Poggiodiana ad una cooperativa di giovani, potrebbero accogliere una sezione dedicata all’Unità d’Italia, con documenti, foto e libri del grande statista Francesco Crispi e di Giuseppe Gueli. Negli ampi locali dell’ex mattatoio, di per se una testimonianza di Archeologia Industriale, si potrebbero esporre i reperti di aerei delle Seconda Guerra Mondiale rinvenuti nel nostro mare, cioè il Macchi 202, lo Junker 88 ed il B 24, esposti accanto ai loro modelli; il museo dovrebbe essere dotato di sala multimediale, dove si potrebbero visionare videro subacquei dei siti, i documentari realizzati da History Channel sulla fuga di Mussolini da Campo Imperatore ed il cortometraggio che abbiamo realizzato su incarico da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri con Emanuele Macaluso, su una delle due navi con le quali Garibaldi, Crispi ed i Mille, sbarcarono in Sicilia: il Lombardo. Scusate se è poco!
MIMMO MACALUSO

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