Villafranca Sicula: Crisi dell’agrumicoltura, si cercano i rimedi

670

Quella dell’agrumicoltura non è una crisi di produzione, perché gli agrumi sono di buona qualità e quantità, bensì una crisi di cultura cooperativistica, di infrastrutture viarie molto precarie, di bassi prezzi di vendita delle arance e di esosi costi dell’acqua ad uso irriguo. Questo è quanto venuto fuori lunedì sera da un vertice nella sala consiliare, promosso dalla Cia ed organizzato da Andrea Puleo, dirigente dell’organizzazione professionale agricola. Alla presenza dei deputati Angelo Capodicasa, Giovanni Panepinto, Matteo Mangiacavallo, dei dirigenti della Cia Pippo Di Falco, Giovanni Caruana ed Andrea Puleo, degli operatori del settore Paolo Ganduscio e Calogero Girgenti, nonché di agricoltori e tecnici, a fare un’ampia e qualificata relazione è stato il presidente del consorzio di tutela Arancia Dop di Ribera Giuseppe Pasciuta.
Agli aspetti positivi della produzione agrumicola, sempre più in crescita per circa 6.600 ettari in tutto il comprensorio dei 14 comuni della struttura consortile e sempre più qualificata per la presenza della Riberella e del Dop, unico agrume al mondo, hanno fatto riscontro la mancata innovazione in tutta la filiera agrumicola, le strade di campagna intransitabili, il caro acqua del consumo irriguo, la produzione e la commercializzazione frammentata e l’assenza delle organizzazioni dei produttori.
Il presidente Pasciuta ha parlato anche dei punti di debolezza e delle minacce all’agrumicoltura, a partire dalla concorrenza delle arance provenienti dal Nord Africa e dal Sud Africa per finire al primi accenni di presenza della tristezza degli agrumi, il virus micidiale per le piante di arance che è stato già notato in pochi esemplari sul territorio di Ribera. E’ stato detto che bisogna fare rete tra gli operatori agricoli e turistici per potere vendere il meglio delle produzioni del territorio, attraverso un’identità unica.
La deputazione regionale e nazionale ha parlato di battaglie unitarie, della pubblicazione dei bandi del piano di sviluppo rurale, di puntare sulla cultura biologica, sulla identità culturale, economica e turistica del’intero comprensorio e di intervenire per tali progetti sul Ministero delle Politiche Agricole. Assenti tutti i sindaci perchè impegnati a Sciacca con la nuova SRR Rifiuti.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO