Santo Stefano Quisquina: Il consiglio comunale chiederà l’uscita del paese dal Parco dei Monti Sicani

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Il comune di santo Stefano Quisquina potrebbe uscire dal “Parco dei Monti Sicani” perché gli imprenditori locali incontrerebbero serie difficoltà di sviluppo delle loro aziende e delle loro attività per via dei persistenti vincoli presenti sul vasto territorio montano. A decidere sarà il consiglio comunale stefanese che il presidente Enzo Greco Lucchina ha già convocato per giovedì 29 settembre nella sala municipale “Maniscalco”. Pare che il civico consenso abbia in programma di discutere ed approvare la “richiesta di riperimetrazione alla Regione Sicilia, Assessorato Territorio ed Ambiente, dell’area del Parco dei Monti Sicani, al fine di ottenere l’esclusione del territorio di Santo Stefano Quisquina dall’area protetta”. ”.
Alla seduta consiliare, convocata in sessione straordinaria e aperta, sono stati ufficialmente invitati il presidente del Parco dei Monti Sicani Francesco Gendusa e l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici perché la proposta di uscire dal parco nasce dalle pressanti richieste di edificazione avanzate da alcuni cittadini stefanesi per le quali servirebbe il parere di una commissione del parco. Un parere che ad oggi non è mai arrivato e che rende impossibile agli uffici tecnici di espletare il proprio lavoro.
Santo Stefano Q. i boschi
Rispetto agli altri comuni ricaduti all’interno del “Parco dei Monti Sicani”, Santo Stefano Quisquna è l’area con maggiori limitazioni poiché è, tra tutti e 12 i paesi del territorio, il paese più montano e, secondo le disposizioni regionali, i vincoli all’interno della zona protetta, in materia di fabbricazione e manipolazione del suolo, aumentano con l’aumentare dell’altitudine. Le aziende storiche collocate all’interno del parco potranno continuare ad operare, ma con maggiori difficoltà nell’ampliamento e nella crescita. I terreni compresi nel parco non saranno edificabili per cui il limite blocca le attività di una comunità che fa della pastorizia e dell’industria di trasformazione il suo bene primario.
Non c’è oggi alcun dialogo tra l’Ente Parco, istituito per la terza volta il 19 dicembre del 2014 e già commissariato, e le istituzioni e i produttori agricoli stefanesi che hanno difficoltà a crescere in un territorio bloccato da forti limiti dell’area protetta.

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