Calamonaci: Guerra tra poveri tra i precari e gli amministratori

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E’ diventata una guerra tra i poveri quella tra i lavoratori precari siciliani e gli enti locali dove prestano servizio. Non fa eccezione il Comune di Calamonaci dove i precari, alcuni in servizio da oltre 27 anni, protestano, sono in sospensione lavorativa perché non prendono lo stipendio dallo scorso mese di giugno e chiedono la stabilizzazione definitiva nella pianta organica comunale nei posti liberatisi con i pensionamenti. Sull’altra sponda vi è l’amministrazione comunale che afferma di non potere pagare gli stipendi fino a quando non arriveranno i trasferimenti dalla Regione Siciliana che sono di 146 mila euro per il 2015 e di 102 mila per il 2016. Il Comune di Calamonaci ha già anticipato tali somme per pagare i precari, togliendo il denaro dai servizi alla collettività, circa 250 mila euro, e corre il rischio di non potere pagare oggi nemmeno gli impiegati di ruolo. Questo è quanto sostengono gli amministratori comunali i quali precisano che le notizie fornite dai precari sono del tutto inesatte e che il Comune, stando lo stato di disagio della categoria, trasmetterà alla Regione Siciliana il piano triennale, 2016-2018, del fabbisogno del personale, già programmato dalla giunta, entro il mese di settembre, pur essendo il provvedimento già coperto da quello inviato per il 2015-2017. Il Comune di Calamonaci per la stabilizzazione può disporre di appena 21 mila euro, frutto del risparmio del collocamento a riposo degli impiegati già pensionati, ma può stabilizzare uno o due lavoratori precari.

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