Vertenza Ospedali: Le proteste dei sindaci di Ribera, di Sciacca, del senatore Giuseppe Marinello e della Uil di Agrigento

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Ribera – Il sindaco Carmelo Pace : “Il presidente Crocetta crea allarmismo nella sanità”

Il Governo Regionale continua imperterrito a creare allarmismo con scenari maturati sulla paventata cancellazione di reparti frutto del declassamento di 23 Ospedali della Regione Siciliana, nonchè del nostro Nosocomio riberese, creando inasprimento nelle forze politiche e mandando in subbuglio l’intera Regione.
Nella giornata di ieri il Presidente della Regione Crocetta, dopo aver fatto divampare uno scontro politico e facendo una serie di accuse rivolte all’Assessore alla Sanità, torna sui propri passi annunciando che si trattava solamente di una bozza che verrà corretta entro questa settimana, dopo aver ottenuto indicazione da parte del manager.
“Il Presidente della Regione ha creato un allarmismo che poteva essere evitato – afferma il Sindaco Pace – in qualità della carica che riveste avrebbe dovuto chiedere un confronto con tutti i Sindaci della Regione per concordare un piano organico e poi metterlo a conoscenza di tutti. E’ necessario fare chiarezza sui contenuti del nuovo piano sanitario, è inaccettabile che la razionalizzazione si traduca in tagli di servizi per i cittadini o depotenziamento del territorio”.
“La tutela della salute – continua lo stesso – è un diritto fondamentale dell’individuo e dell’intera collettività e a tal fine le nostre azioni di rilancio non cesseranno. Va ricordato che i nostri Consiglieri, la Giunta Comunale, alcuni Sindaci del comprensorio, i Parlamentari Nazionali e Ragionali ed ex Parlamentari, hanno formulato una proposta da sottoporre alla Direzione Generale dell’ASP di Agrigento e all’Assessore Regionale della Salute della Regione Siciliana, finalizzata al mantenimento e alla valorizzazione del Presidio Ospedaliero di Ribera anche in considerazione del bacino d’utenza. Ho apprezzato – conclude lo stesso – lo spirito costruttivo di tutte le forze politiche che concordemente e unitariamente conducono le azioni a sostegno del diritto alla salute di questo territorio”. Il nostro intendimento è quello di avere un confronto immediato con il Presedente della Regione al fine di produrre la nostra proposta e concordemente giungere alla soluzione più favorevole per i nostri cittadini e di tutto il comprensorio”.

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Sciacca – Sindaco Fabrizio Di Paola: “Non c’è niente di ufficiale, ma non permetteremo colpi di mano”
“L’Amministrazione comunale di Sciacca è attenta e vigile sulla situazione dell’ospedale Giovanni Paolo II, pronta sempre ad agire a salvaguardia dell’integrità e funzionalità del presidio”. È quanto dichiarano il sindaco Fabrizio Di Paola e l’assessore David Emmi intervenendo in questi giorni di polemiche innescate dalle notizie sul nuovo piano sanitario, “onde evitare che qualcuno cominci a speculare su presunti silenzi o disattenzioni delle istituzioni locali”.
“Come emerge, intanto, in modo chiaro dalla stampa – dichiarano il sindaco Di Paola e l’assessore Emmi – fino ad oggi non c’è alcun documento ufficiale che incida sull’attuale rete ospedaliera. Solo indiscrezioni, frutto di una interlocuzione tra il governo regionale e il ministero della Salute. Per Sciacca, rimane fermo l’impegno sul mantenimento degli standard e delle eccellenze del nostro ospedale assunto lo scorso aprile dall’assessore regionale Baldo Gucciardi, nel corso di un incontro pubblico al Giovanni Paolo II. Non abbiamo finora abbassato la guardia e continueremo a vigilare, a porre la dovuta attenzione, pronti a intervenire con le opportune azioni quando ci saranno atti ufficiali o dichiarazioni che andranno nella direzione opposta rispetto agli impegni assunti”.
“Ho avuto modo di incontrare in questi giorni l’assessore Gucciardi – rende noto il sindaco Di Paola – e ho avuto anche delle interlocuzioni col suo ufficio di gabinetto. Al di là di ogni tecnicismo, ho avuto ancora rassicurazioni che il nostro presidio ospedaliero non subirà alcun ridimensionamento, che le eccellenze saranno mantenute e che, anzi, ci saranno degli interventi per migliorarne le condizioni”. Il sindaco Fabrizio Di Paola e l’assessore David Emmi concludono condividendo la presa di posizione dell’Anci Sicilia: “Non si possono varare piani sanitari senza un confronto, una preventiva ed essenziale concertazione con i territori, con i sindaci e le amministrazioni locali che li rappresentano. Dopo l’autorevole intervento dell’Anci, a difesa delle nostre necessità e prerogative, e dopo le interlocuzioni con l’assessorato regionale alla Salute, attendiamo le decisioni del governo regionale, ribadendo che non permetteremo colpi di mano a danno di servizi essenziali per la salute dei cittadini che hanno il diritto di essere assistiti e curati in strutture di qualità e con personale preparato e in numero adeguato”.
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Senatore Giuseppe Marinello: “Il presidente Crocetta mistica la realtà”

“Come spesso accade sulla questione riguardante il riordino della Rete
ospedaliera in Sicilia con le conseguenti refluenze anche nella provincia
di Agrigento, il Presidente della Regione, Rosario Crocetta mistifica la
realtà.
Per chiarezza, diciamo subito che, così come previsto nel DM 70/2015 (il
cosidetto decreto Balduzzi) è compito istituzionale delle Regioni
ottemperare ad una serie di compiti:
1) individuare le strutture deputate all’attività di emergenza/urgenza su tre
livelli (PS, DEA1 DEA2 secondo livello)
2) collegare ai tre livelli sopra definiti le corrispondenti discipline
(medicina, ortopedia etc);
3) definire i dimensionamenti delle discipline per singolo ospedale e di
conseguenza la dotazione complessiva.
Nel definire i punti sopra riportati, la Regione rispetta i parametri previsti
dal DM 70/2015) approvati all’unanimità con intesa Stato/Regioni e quindi
anche con voto favorevole della Sicilia.
Di conseguenza è la Regione che ha l’onore e l’onere di individuare i
presidi ospedalieri e le relative caratteristiche, mentre il Ministero della
Salute ha il compito di verificare che le scelte effettuate rispettino i criteri
del citato DM.
Il Piano della nuova rete ospedaliera siciliana è stato predisposto
dall’assessore Gucciardi, inoltrato al Ministero della Salute nel luglio del
2016 e valutato in una riunione congiunta il 3 agosto 2016
Risulta evidente che con le sue dichiarazioni il presidente Crocetta (del
PD) disconosce quanto predisposto da un assessore del SUO governo,
mentre il presidente della commissione all’Ars, On. Di Giacomo (anche lui
del PD) con le sue dichiarazioni contribuisce ad alimentare questo clima di
confusione e mistificazione.
Delle due l’una!
O l’assessore Gucciardi ha predisposto un Piano in un settore così
importante in perfetta solitudine e nella totale inconsapevolezza del
presidente Crocetta, oppure si assiste al solito, comico scambio delle parti
e delle accuse che, vista la rilevanza dell’argomento, assume sempre più un
aspetto tragico.
I parlamentari del NCD/AP a tal riguardo hanno incontrato il Ministro
della Salute e successivamente i dirigenti tecnici del Ministero e dopo un
proficuo scambio di opinioni si è arrivati all’idea che si debba, come
minimo, procedere a notevoli aggiustamenti.
Ma considerate le circostanze, credo che la migliore cosa da fare sia quella
di ritirare il Piano della nuova rete sanitaria e ripartire da zero in assoluta
trasparenza assumendosi ognuno le proprie responsabilità, l’onore di scelte
dolorose e magari impopolari, ma tenendo soprattutto conto delle reali
esigenze dei cittadini siciliani e della doverosa tutela del diritto alla salute.

Sciacca ospedale (1)
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La Uil di Agrigento sui tagli e i declassamenti degli ospedali “Faremo da subito le barricate”

Sul caos in campo sanitario interviene la Uil di Agrigento con Gero Acquisto, segretario Generale della camera sindacale,il quale annuncia subito che se il piano non sarà bloccato i territori e i cittadini reagiranno pesantemente.
“Una situazione che come sindacato non ci aspettavamo minimamente in questi termini, la bozza dell’Assessore alla salute Gucciardi va bloccata subito perché illogica, penalizzante e contra cives e lede il sacrosanto diritto alla salute. Tagli, chiusura di reparti, accorpamenti ed esuberi di personale, altro che nuovi concorsi!!!.
Il declassamento di 23 ospedali non è accettabile, questo non è piano di razionalizzazione ma di macellazione che di fatto penalizza migliaia di cittadini e comunità.
Tutto ciò desta preoccupazione e malcontento, il governo e l’Assemblea regionale trovino altre strade percorribili e concertate soprattutto con i territori. La provincia di Agrigento che ha quasi 470 mila abitanti e un’area vasta non può subire questo affronto. Lasciare negli ospedali di Sciacca, Canicattì o Licata solo quattro reparti: (Medicina,Chirurgia,Ortopedia e Cardiologia) non può essere supportata dai tanti cittadini e pazienti che giornalmente vengono ricoverati nelle altre unità operative esistenti, dalla rianimazione, all’oncologia e ad altri reparti indispensabili e salva vita. Adesso in un clima sempre più infuocato si reclama l’intervento di Renzi. Noi come sindacato chiediamo un incontro urgente con il direttore generale dell’Asp di Agrigento che ci ragguaglierà sulle decisioni. Noi annunciamo da subito una vibrata protesta fino a quando non si normalizzi la situazione; sulla sanità e su questi tagli siamo in totale disaccordo come tutti i cittadini che pagano la sanità pubblica e devono avere garantiti i diritti costituzionalmente sanciti dall’art.33”.

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Senatore GiuseppeRuvolo: “Il ministro Lorenzin chiarisca cosa fatto da Regione Siciliana”
“Assistiamo a un balletto interno alla maggioranza dell’Ars sul riordino della rete ospedaliera. Un ‘tutti contro tutti’ che non aiuta a capire quale sia la reale situazione. Per queste ragioni faro’ un’interrogazione urgente al ministro Lorenzin affinché faccia luce su quanto fatto dalla Regione Siciliana per rispondere a quanto previsto dalla legge Balduzzi e dal Dm 70”. Lo annuncia, in una nota, il senatore siciliano di Ala Giuseppe Ruvolo.
“C’è chi afferma che sono in corso ‘discussioni carbonare’ – prosegue Ruvolo – ma le proteste che partono da più fronti, i rettori delle università di Catania e Palermo, la Cesi e i sindaci, presuppongono non un incontro carbonaro ma un problema reale.
Il presidente Ardizzone dichiara che non esiste un documento ufficiale sulla nuova rete ospedaliera. Crocetta dal canto suo smentisce il lavoro fatto dall’assessore regionale alla Salute. Insomma, il solito teatrino a danno dei siciliani”.

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Matteo Mangiacavallo Rete ospedaliera: “In provincia di Agrigento penalizzata solo Sciacca”

“La bozza della nuova rete ospedaliera è un ‘oggetto misterioso’. Non è mai arrivata ai parlamentari dell’ARS ma i contenuti sono di dominio pubblico. Non si conoscono i dettagli ma i particolari che emergono dalle indiscrezioni sono abbastanza inquietanti”. A commentarli è il deputato regionale, capogruppo del M5S all’ARS, Matteo Mangiacavallo.

 “L’assessore Gucciardi è venuto a Sciacca a prenderci in giro –aggiunge il parlamentare 5Stelle e continua a farlo a distanza. In questi giorni ha parlato di linee guida mentre nella ‘fantomatica’ bozza i tagli ai posti letto e ai reparti sono già precisi e stabiliti”.

 Mangiacavallo continua: “nei nostri ospedali riuniti, a Ribera chiude il pronto soccorso, Sciacca perde 50 posti letto oltre a reparti importanti come quello di rianimazione, urologia e otorinolaringoiatria; mentre altri verranno ridimensionati. Nell’agrigentino sarà penalizzato solo il territorio saccense. Tutto questo è inaccettabile, anche in applicazione del decreto Balduzzi. Si dovrebbe perseguire una sanità deterritorializzata con un’offerta di serie A per tutti i cittadini. Invece avremo zone ben servite ed altre, come quelle dell’hinterland saccense, che precipitano indietro di 50 anni. Una vera e propria vergogna”.

 “Dove sono i rappresentanti politici saccensi pronti a stendere i tappeti rossi al passaggio di esponenti nazionali e regionali di NCD e PD che con Lorenzin, Alfano, Gucciardi e Crocetta stanno ‘chiudendo’ Sciacca? Con quale bandiera addosso sentiamo ancora il loro coraggio di parlare?  Si vergognino se pensano di candidarsi ancora”. Infine, il capogruppo del Movimento 5 Stelle Mangiacavallo annuncia barricate in commissione Sanità: “abbiamo già presentato una risoluzione per il mantenimento ed il potenziamento dell’offerta sanitaria negli ospedali riuniti di Sciacca e Ribera, proprio come aveva promesso Gucciardi, smentito dai fatti”.

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