Siculiana: Un paese a lutto piange il piccolo Samuele

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Un paese interamente a lutto ha pianto ieri mattina a Siculiana il piccolo Samuele Miceli, 8 anni, vittima di un tragico incidente stradale, nella intensa giornata delle onoranze funebri che ha visto la città e le sue attività fermarsi totalmente. Già prima delle 11, la piazza Umberto I e la scalinata della chiesa madre, basilica del SS. Crocifisso, erano colme di siculianesi di tutte le età. Intere famiglie, le istituzioni, i sodalizi, gli esercenti hanno voluto tributare l’ultimo saluto a Samuele che è entrato in chiesa con la sua piccola bara bianca, ricoperta di fiori, e con il singhiozzo e con le lacrime della gente comune, ancora sconvolta dal tragico evento.

Una chiesa gremita all’inverosimile, con tanta gente che ha seguito la funzione religiosa fuori, sulla piazza, in preghiera, grazie alla presenza dell’amplificazione. Le messa è stata celebrata dall’arciprete don Antonello Martorana, in concelebrazione con don Aldo Sciabbarrasi. Momento solenne e struggente quando don Antonello ha ricordato nell’omelia il piccolo Daniele che aveva già fatto il sacramento della confessione, in attesa di potere fare l’anno prossimo la prima comunione. Nessun altro ha parlato per non turbare ancora il profondo dolore della famiglia Miceli, seduta in prima fila, con il papà Lillo, la mamma Giovanna e il fratello di 15 anni Alfonso, con parenti, amici, conoscenti e fedeli. Il sindaco Leonardo Lauricella ha indossato la fascia tricolore.

Un lungo applauso alla fine della messa e una “standing ovation” all’uscita della bara ricoperta di fiori bianchi, come le tante corone, sul sagrato della chiesa. I suoi compagni di classe, una ventina, mano nella mano, con jeans e magliette bianche, accompagnati da insegnanti e familiari, hanno fatto volare in cielo tanti palloncini bianchi e nastri colorati. Sulla piazza era presente un gazebo con il kart, una motoretta, tre grandi coppe vinte ultimamente da Daniele, due grandi cavalli neri bardati che il piccolo amava tanto e una dozzina di motociclette che sono state accese nel momento del passaggio della bara.

Il feretro è stato portato a spalla dagli amici di famiglia, dalla chiesa sino al cimitero, un tragitto di circa due chilometri sotto il sole di mezzogiorno, accompagnato dal primo cittadino Lauricella, dagli assessori, da diversi consiglieri comunali e da una lunga fila di cittadini particolarmente commossi. La città è rimasta ferma, tutte le attività si sono bloccate, gli esercenti hanno chiuso porte e abbassato saracinesche per il letto cittadino indetto dalla civica amministrazione, un silenzio attonito con le macchine che si sono fermate tutte.

Sul piano delle indagini per fare luce sul sinistro stradale, tra la Volkswagen, con alla guida un meccanico di Realmonte, e il motorino, condotto dal ragazzino, sull’ex SS 115, al momento non c’è alcuna novità. Non si pronunciano ancora né i carabinieri e né la magistratura che stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente.

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