Ribera: Regione Siciliana, 3,7 milioni di euro per i consorzi di bonifica

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Buone notizie da Palermo per il settore dell’agricoltura e in particolare per i consorzi di bonifica, alcuni dei quali, come quello di Agrigento, è operativo da mesi soprattutto per l’erogazione dell’acqua degli invasi a migliaia di aziende agricole che hanno bisogno del liquido per irrigare migliaia di ettari di agrumeto.
La commissione Bilancio dell’Ars mercoledì sera ha stanziato la somma di 3,7 milioni di euro per contenere gli aumenti delle tariffe dei canoni irrigui che vanno dai 15 ai 23 centesimi di euro che non erano più sopportabili dagli agricoltori i cui prodotti sono interessati da una crisi di mercato soprattutto per il prezzo esiguo sui mercati.
A riferire sulla norma approvata dalla commissione Bilancio è stato il deputato Giovanni Panepinto che è anche sindaco di Bivona sul cui territorio insiste la più grande diga dell’Agrigentino, la “Castello”, con i suoi 20 milioni di metri cubi d’acqua. Ora il passaggio successivo è quello dell’approvazione della variazione di bilancio che andrà all’Ars, assieme ad altri problemi finanziari, entro il prossimo 10 agosto quando la deputazione siciliana andrà in ferie.
“Un appello sentito a tutti i deputati ad essere presenti in aula all’Ars e a votare l’emendamento la settimana prossima non appena sarà calendarizzato il punto all’ordine del giorno – affermano i responsabili delle organizzazioni professionali agricole dell’Agrigentino e in particolare Giovanni Caruana del comitato di zona di Ribera della Cia – è d’obbligo perché dall’approvazione della norma dipende il futuro di migliaia di aziende agricole e la vita di milioni di piante di agrumeto e frutteto in genere”.
La palla finanziaria al piede degli agricoltori è stata rappresentata dai canoni irrigui pregressi 2012-2014 per i quali la struttura consortile agrigentina pretende, come da disposizione regionale, il pagamento degli aumenti prima di concedere l’autorizzazione alla nuova irrigazione e dal 2016 in poi lo “sconsiderato” aumento da 20 ad 80 euro ad ettaro per i terreni sottesi che non irrigano, ma che ne hanno diritto. Agricoltori, sindacati e amministrazione comunali sono sul piede di guerra ormai da mesi.
Le organizzazioni professionali agricole agrigentine stanno facendo la dovuta pressione nei confronti della deputazione regionale affinchè la variazione di bilancio passi lo scoglio dell’approvazione dell’Ars.

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