Ribera: E’ calato il silenzio assoluto sulla ricostruzione delle case popolari

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Incredibilmente è calato il silenzio più assoluto sulle case popolari di Largo Martiri di via Fani che avrebbero dovuto da tempo essere demolite e ricostruite se l’indizione e lo svolgimento della gara di appalto non avesse rubato tempo preziosissimo alle 60 famiglie che sono state sloggiate dalle 10 palazzine, perché costruite con cemento depotenziato, e non avesse “rubato” somme di denaro dalle tasche dei cittadini quando la Regione Siciliana e il Comune di Ribera sono stati costretti e continuano purtroppo ad esserlo a pagare onerosamente da alcuni anni i canoni di locazione degli alloggi dei 60 nuclei familiari, nella misura di circa 180 mila euro l’anno.
Alcune famiglie proprietarie degli alloggi sono venute a trovarci e ci hanno più volte segnalato che ad oggi tutto è fermo e nessuno, tra amministrazione comunale, Urega, istituzioni, deputazione, prefettura e Tar, si muove per sbloccare la situazione che è ferma a Palermo al Tar il quale, per il ricorso presentato da due ditte escluse, avrebbe dovuto emettere sentenza il 28 giugno scorso. Ad oggi non si ancora niente e pare che non ci siamo speranze prossime perché, con le ferie degli uffici per il mese di agosto, il tutto verrebbe a slittare sino a settembre-ottobre.
Si tratta di una telenovela che, forse per la burocrazia e per i ricorsi legalmente legittimi, allunga ancora i tempi di un’opera pubblica sulla cui ultimazione è un’avventura fare previsioni.

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