Villafranca Sicula: Ricordati i tre bambini morti nel 1966 per lo scoppio di una bomba bellica

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Sono stati ricordati ieri pomeriggio a Villafranca Sicula dal sindaco Domenico Balsamo, dall’amministrazione comunale, dai familiari e da alcuni cittadini, testimoni della tragedia, i tre ragazzini morti il primo giugno del 1966 per lo scoppio di una bomba della seconda guerra mondiale trovata casualmente all’interno del bevaio “Polli”, all’ingresso del paese.
Il primo cittadino ha scoperto, in via Ruggero VII, all’angolo con via Manzoni, una lapide di ceramica sulla quale è riportato l’evento luttuoso che ha colpito Vincenzo Graci di 7 anni, Antonio Guarisco di 8 anni e Giuseppe Sortino di 9 anni, che 50 anni fa, morirono dilaniati da una granata che qualche cittadino incosciente e senza alcuna morale abbandonò, assieme ad altre cinque bombe, all’interno del bevaio nei pressi del quale nel pomeriggio di quell’anno i bambini si erano recati a giocare.

Villafranca lapide tre bambini
Per fortuna, gli altri ordigni bellici ritrovati furono subito abbandonati dai ragazzini che inconsciamente li avevano recuperati e portati addirittura davanti alle rispettive abitazioni. A segnalare l’evento all’amministrazione comunale è stato il comandante della polizia municipale Calogero Latino che ha fatto delle ricerche presso l’archivio archivio comunale per ricostruire quei fatti che gettarono nel lutto per tanti mesi la cittadina.
Alla manifestazione ieri pomeriggio erano presenti la civica amministrazione, alcuni familiari delle giovani vittime, rappresentanti delle associazioni, la chiesa e le forze dell’ordine. Il sindaco Balsamo, in via Ruggero VII, ha ricordato, tra la commozione generale, i fatti tragici di mezzo secolo fa.
Subito, nella chiesa madre è stata celebrata dall’arciprete don Davide Trizzino una messa in suffragio delle giovani vittime che sono state ricordate, oltre che dal sindaco Balsamo, da Rosario Sortino, allora compagno di giochi dei ragazzini, da Mario Scilabra, un altro coetaneo delle vittime rimasto allora ferito, da qualche familiare e da Calogero Latino che ha ricostruito nei dettagli il terribile evento e che ha esposto, nella chiesa gremita dai villafranchesi, alcune foto dell’epoca, qualche documento e perfino un articolo del giornale L’Ora di Palermo, a firma di Mauro Di Mauro, il giornalista palermitano scomparso, ucciso dalla mafia.
LE FOTO SONO DI CALOGERO LATINO

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