Agrigento: La Coldiretti chiede l’incontro con il prefetto per il prezzo dell’acqua ad uso irriguo

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“L’acqua per l’agricoltura va pagata, ma ad un costo equo – afferma il direttore Giuseppe Miccichè – il costo dell’irrigazione non può essere così pesante e determinante per il bilancio aziendale. Chiediamo un incontro urgente al prefetto Diomede perché la situazione è diventata esplosiva che potrebbero sfociare in proteste di piazza”.
La provincia di Agrigento è  l’unico territorio in cui è richiesto  il pagamento di aumenti fantasma e retroattivi per ottenere l’acqua che permetterà agli agricoltori di potere irrigare migliaia di ettari di agrumeti.  È la denuncia precisa della Coldiretti di Agrigento per quanto disposto dal consorzio di bonifica 3 Agrigento che non erogherà l’acqua se prima l’agricoltore non pagherà un aumento di 4 centesimi al metro cubo  calcolato dal 2012 ad oggi

La Coldiretti agrigentina fa rilevare che a Menfi, da un costo di 15 centesimi al metro cubo, nel 2015 si è passati  a 19 centesimi, con decine di migliaia di agricoltori, inoltre, che temono il rischio che possa raddoppiare anche la tassa fissa per ettaro. La situazione è drammatica tra gli agrumeti di Ribera dove per ottenere l’erogazione idrica è necessario saldare l’aumento dal 2014 ad oggi, con la struttura consortile che ha portato il costo di un metro cubo d’acqua a 24 centesimi.
“Si tratta di un prezzo che gli agricoltori non possono assolutamente sostenere. Siamo oltre i confini della fantasia – commenta il presidente dell’organizzazione agrigentina Roberto Caruana – nell’estate più calda degli ultimi anni e, nonostante le promesse di tanti  assessori regionali all’Agricoltura, arrivano oggi le bollette salatissime che potrebbero portare migliaia di aziende a chiudere”

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