Ribera: Ospedale, botta e risposta tra Asp e consiglio comunale. Riunione ieri al Comune

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Ormai è botta e risposta, con cadenza quotidiana, tra gli amministratori comunali di Ribera e la direzione dell’Azienda Sanitaria provinciale di Agrigento in merito alla situazione dell’ospedale riberese per il quale l’amministrazione civica denuncia il rischio di un depotenziamento, con il trasferimento di personale e il mancato arrivo di altro personale medico promesso, e l’Asp che, invece, annuncia come una ridistribuzione interna del personale in esubero, come previsto dalle legge, non rappresenterà un ridimensionamento del presidio ospedaliero della circonvallazione.
Ormai da qualche giorno si va avanti a furia di documenti da una all’altra parte. Mentre l’Asp di Agrigento e il direttore sanitario dell’ospedale riberese Adriano Cracò precisano, alla denuncia del sindaco di Ribera Pace, che le attività diagnostiche della Tac non subiranno interruzioni durante il periodo estivo, siano esse in regime di urgenza o programmabili con il mezzo di contrasto, è di ieri mattina la presa di posizione dei consiglieri comunali che fanno capo ai gruppi di “Ribera” e “Progetto Comune”, con l’aggiunta dei rappresentanti del Nuovo Centro Destra, circa la voce che circola negli ambienti ospedalieri e che paventa il trasferimento altrove di ben 20 infermieri.
Tutti sottolineano che tali segni possono rappresentare il preludio di un depotenziamento della struttura ospedaliera e in particolare l’NCD ha chiesto un incontro al palazzo comunale con tutte le forze politiche di maggioranza e ha annunciato di avere già coinvolto i rappresentati regionali e nazionali del partito, a livello parlamentare, per trovare una soluzione definitiva alle voci periodiche di un ridimensionamento dell’ospedale.
Nella riunione di ieri pomeriggio al Comune è stato deciso dalle forze consiliari di maggioranza di incontrare subito i sindacati della sanità e tutta la deputazione regionale nazionale, di maggioranza e minoranza, non solo sul più grave problema ospedaliero, ma anche sui servizi territoriali la cui attività verrebbe compromessa.

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