Ribera: Amianto anche nell’ufficio postale. Lo denuncia la Cgil agrigentina

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Nella “Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro” la CGIL Siciliana ha rilanciato l’allarme: in Italia si continua a morire d’amianto, i decessi collegati a questo materiale tossico sono stati nel 2015 un centinaio nell’isola, 3.000 in tutto il Paese.
In Italia l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, (secondo il D.P.R. 1124/1965 e la tabella delle malattie professionali recentemente aggiornata con d.m. 9 aprile 2008, entrato in vigore il 22 aprile 2008) riconosce come causate dall’esposizione ad asbesto diverse terribili patologie: Placche e ispessimenti pleurici con o senza atelettasia rotonda; Mesotelioma pleurico; Mesotelioma pericardico; Mesotelioma peritoneale; Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo; Carcinoma polmonare; Asbestosi; Fibrosi polmonare.

L’amianto peraltro, messo al bando dal 1992, continua a ricoprire tetti, anche di edifici pubblici, e a trovarsi in molti manufatti, per un’estensione stimata nella regione di 50 milioni di metri quadri pari a centinaia di migliaia di tonnellate di un materiale che andrebbe individuato, rimosso e smaltito.

La legge regionale n.10 del 2014 prevedeva tempi strettissimi per le mappature, per le bonifiche e lo smaltimento (entro il 2017),  a fronte di risorse esigue.

Ieri abbiamo denunciato l’esiguità delle risorse appostate (20 milioni, quando per la sola Valle del Belice ne servono 38!) e chiesto la modifica della legge nelle parti che l’hanno resa del tutto inapplicabile e velleitaria.

Sempre ieri campeggiava nell’apertura della pagina provinciale de “LA SICILIA” la notizia che di amianto sono pieni alcuni uffici postali della nostra provincia: Casteltermini, Burgio, Calamonaci, Casteltermini, Castrofilippo, Cianciana, Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Raffadali, Ribera, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita Belice, Sciacca.

Questa notizia, se confermata, è di una gravità inaudita!

Va verificata con urgenza ed occorre provvedere alla bonifica con urgenza e tutelare la salute di chi vi opera e degli utenti.

Analogamente va fatta l’opera di monitoraggio prevista dalla legge: quanti sono i “Piani comunale amianto” già predisposti?

Quante e quali sinergie è possibile stabilire tra ASP, ARPA, Comuni, Protezione Civile per unificare le forze – in attesa dell’annunciata riforma della legge regionale – per realizzare questo monitoraggio, propedeutico alla predisposizione degli interventi?

Riteniamo utile ed urgente che se ne discuta e che, anche in questa provincia si agisca contro questo killer silenzioso e spietato.

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