Ribera: E’ nel cimitero riberese il bambino siriano di 4 anni annegato nel Canale di Sicilia. Un errore nel verbale della questura

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Il bambino siriano di 4 anni, Mohamed Abdullah, annegato nel Canale di Sicilia, di fronte alla costa libica, il 2 agosto del 2014, riposa nel cimitero di Ribera in una delle due tombe, ricoperte da una lastra di marmo grigio. Ad ufficializzare la presenza del piccolo nel camposanto riberese è stato ieri il vicequestore Giovanni Giudice, dirigente della polizia scientifica di Agrigento, il quale ha affermato categoricamente che nella grande bara di legno marrone c’è il corpo del piccolo siriano e che l’equivoco, sulla presenza del bambino, è nato dal fatto sul certificato di tumulazione, inviato all’ufficio cimiteriale di Ribera, c’era scritto che il cadavere era di un uomo adulto.
Mohamed era stato tumulato a Ribera nella mattinata del 20 agosto di due anni da un’agenzia funebre locale che lo ha ritenuto, come l’ufficio cimiteriale, un adulto. Nel camposanto vi sono tre loculi occupati, uno dal bambino, l’altro da un adulto e il terzo da una donna, per la quale sono in corso i procedimenti di identificazione da parte della questura di Agrigento e di altri familiari siriani che forse avrebbero riconosciuto l’immagine della ragazza e i vestiti da lei indossati.
“Lasciatelo riposare in pace perché ha avuto una degna sepoltura – hanno detto nei giorni scorsi ai dirigenti della questura di Agrigento e al poliziotto Walter Partipilo, che lo ha riconosciuto attraverso le foto, i genitori di Mohamed, il carrozziere Amjad di 36 anni e l’insegnante di inglese Tahani di 33 anni, i quali sono arrivati ad Agrigento da Stoccarda grazie ad una gara di solidarietà tra poliziotti, gestore di un B&B e cittadini comuni”.
Il vicequestore Giovanni Giudice afferma: “I genitori non hanno avuto alcun dubbio sul loro figliolo. Lo foto e gli indumenti che aveva addosso nel momento della traversata e del naufragio sono stati inequivocabili, come inequivocabile è la presenza del bambino nella bara e nel loculo del cimitero riberese. Ora i genitori siriano stanno cercando gli altri 3 figli, Rama di 6 anni, Omar di 2 e Israa di 11 mesi di cui si sono perse e tracce”.
Grazie alla sensibilità del Rotary Club di Ribera, presieduto dall’avv. Francesco Montalbano, il 17 dicembre scorso, al cimitero riberese si è svolta una cerimonia davanti alla tomba del piccolo Mohamed, con la posa di una ghirlanda di ceramica, come opera di sensibilizzazione per l’accoglienza degli immigrati.

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