Ribera: Gli amministratori comunali scrivono all’Asp e chiedono il potenziamento dei reparti

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Tornano alla carica gli amministratori comunali di Ribera che chiedono al direttore dell’azienda ospedaliera di Agrigento Salvatore Lucio Ficarra un incontro per ribadire la necessità di potenziare i reparti che da tempo sono sguarniti di personale medico dell’ospedale. La riunione mensile, svoltasi nella sala dei sindaci del palazzo comunale, a cui hanno partecipato le autorità comunali, il direttore sanitario di presidio Cracò, la responsabile dei servizi del Territorio Barraco, i responsabili delle Unità Operative e i rappresentanti dei sindacati, pur sempre fruttuosa, ha fatto emergere una serie di criticità sullo stato attuale e sul futuro del nosocomio e dei servizi territoriali, criticità che necessitano di una immediata riunione di approfondimento con il direttore generale dell’Asp.
Il presidente del consiglio Giuseppe Tortorici, il sindaco Carmelo Pace e i consiglieri comunali Paolo Caternicchia, Francesco Montalbano, Giuseppe Tramuta, Davide Caico, Nicola Inglese, Claudia Lupo
e Margherita Farruggia hanno ribadito con forza la loro volontà di un potenziamento dei servizi sanitari offerti e richiedono un più puntuale adempimento degli impegni assunti. “Per l’ospedale è indispensabile e non più rinviabile – scrivono in una nota gli amministratori comunali riberesi – la nomina dei medici per le U.O. di pronto soccorso, medicina e chirurgia, nonché l’aumento di un’altra unità in cardiologia. I servizi del territorio hanno subito negli anni una forte decurtazione, diminuendo l’efficacia e la qualità dell’offerta sanitaria, ed è necessario invertire la direzione ripristinando quelli che in passato erano presenti”.

E’ stato sottolineato come, alla luce della recente proroga concessa al 30 giugno 2017 per la valutazione delle strutture ospedaliere siciliane, sia necessario intervenire immediatamente per proporre un progetto di rifunzionalizzazione e di potenziamento del nosocomio di zona, concordato con il territorio, sul quale insiste l’utenza di una diecina di comuni. Il futuro dell’ospedale dipende dall’offerta sanitaria.

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