Calamonaci: I lamentatori da secoli sotto la croce.

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Per la crocifissione un gruppo di lamentatori si alterna per tutta la serata di venerdì prima ai piedi della croce, realizzata con le pietre fatte arrivare qualche anno fa da Gerusalemme, e poi durante il percorso processionale al seguito dell’urna con il Cristo Morto. Si tratta dei lamenti religiosi che una buona dozzina di anziani e di giovani hanno imparato negli anni, avendoli avuti tramandati dalle famiglie.

I canti religiosi vengono eseguiti al calvario sotto la statua del Cristo, vengono intonati tra la commozione religiosa per le strade della cittadina in processione e infine in chiesa dove si chiude il corto funebre con l’una e la statua dell’Addolorata al seguito.

Va detto che i canti – sottolinea Giovanni Moroni, ricercatore locale, uno dei componenti dei lamentatori calamonacesi – sono frutto della tradizione antica, della cultura etnomusicale delle popolazioni e delle famiglie che si tramandano da padre in figlio gli antichi canti, le commoventi nenie e i lamenti sacri che esprimono il dolore della gente per la morte del Cristo. I figli imparano dai genitori e li sostituiscono quando questi vengono meno”.

Qualche anno fa si svolse a Calamonaci un convegno che riunì alcuni gruppi di lamentatori arrivati in paese da diverse province siciliane per uno studio e un confronto tra i diversi canti tradizionali e religiosi. Sarebbe il caso di costituire un’associazione provinciale che possa raggruppare le confraternite agrigentine del Venerdì Santo.

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