AG: corso giornalisti su Valle dei Templi e su Fausto e Luigi Pirandello

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Sentito omaggio ieri mattina a Luigi e Fausto Pirandello, padre e figlio, drammaturgo il primo e pittore il secondo, nonché alla Valle dei Templi, durante il corso di formazione professionale dei giornalisti di Sicilia tenuto per tre ore nella Biblioteca Lucchesiana ad un gruppo di cronisti e pubblicisti agrigentini. Alla presenza del vicepresidente dell’Ordine Teresa Di Fresco e con la presentazione e il coordinamento di Stelio Zaccaria, responsabile della redazione agrigentina de “La Sicilia”, è stato discusso il tema: “Agrigento: città d’arte, di letteratura. Come promuovere il territorio attraverso i templi greci e il ricordo sempre vivo di un nome: Pirandello”.

corso giornalisti Lucchesiana 1 marzo 2016 Foto Minio (2)
In apertura don Angelo Chillura ha fatto la storia della biblioteca donata nel 1765 dal vescovo di Agrigento, il conte Andrea Lucchesi-Palli, alla comunità agrigentina, ha ricordato la mostra per celebrare il 250° anniversario della donazione e il ricchissimo patrimonio storico-librario in essa contenuto. Nel presentare i relatori, Zaccaria ha precisato che sia la Valle che i Pirandello, patrimonio dell’umanità, oggi sono il vanto e l’orgoglio di Agrigento.
L’architetto Giuseppe Parello, direttore del Parco Archeologico, ha parlato del modulo turismo e del ruolo del Parco nei rapporti con la città per coniugare beni archeologici e comunità. Ha accennato all’istituzione dell’abbonamento annuale per le visite, alle convenzioni con l’ex Provincia e con il Distretto Turistico e alla collaborazione con i Comuni. L’avv. Luigi Troja, collezionista, socio delle Fabbriche Chiaramontane, ha fatto un toccante excursus sulla vita artistica e sulle opere di Fausto Pirandello, pittore, nato a Roma, ma innamorato di Agrigento, ha accennato ai difficili rapporti tra Luigi e Fausto, ha letto alcune vibranti lettere inviate dal padre al figlio. Il prof. Stefano Milioto, presidente del Centro Nazionale di Studi Pirandelliani, ha descritto i rapporti tra Luigi Pirandello e la sua città e si è soffermato sulla “giurgintanità” dello scrittore (vedasi Liolà), argomento della tesi di laurea filologica del drammaturgo.

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