Ribera: Il consiglio comunale delibera la richiesta di mantenimento del consorzi di bonifica e delle condotte agrarie

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Il consiglio comunale di Ribera, appositamente convocato dal presidente Giuseppe Tortorici, con due punti all’ordine del giorno per discutere le gravi problematiche del comparto agricolo, ha deliberato all’unanimità di chiedere al governo regionale di rifinanziare il consorzio di bonifica Agrigento 3, di sospendere l’aumento annunciato del canone idrico per l’irrigazione e di mantenere l’ufficio Uia di Ribera, ex condotta agraria, pena la chiusura di migliaia di aziende agricole e il collasso totale dell’economia che si basa sull’agricoltura (agrumi, oliveti, vigneti).
Il civico consesso, al quale hanno partecipato pure i responsabili delle organizzazioni professionali agricole e diversi amministratori comunali dei paesi del comprensorio, ha sottolineato la necessità, dopo il vertice agricolo della settimana scorsa, di approvare una delibera con la quale si impegna la Regione Siciliana ad adottare dei provvedimenti di revisione di alcuni decreti del governo che dichiarerebbero la morte dell’agricoltura.
In particolare, viene chiesto ai sindaci e agli amministratori di una dozzina di comuni del comprensorio di deliberare l’invito al governo Crocetta ad abrogare il comma 11 del’articolo 47 della legge regionale n.9 del 7 maggio 2015 (eliminazione di tutti i finanziamenti entro il 2020 ai consorzi di bonifica), a sospendere l’aumento del costo del servizio idrico (oltre 20 centesimi di euro il costo dell’acqua a metro cubo) e a ripristinare il contributo a favore dei consorzi di bonifica siciliani come prevedono le leggi regionali n.49/81 e n.45/95. Tutte le delibere saranno inviate agli assessorati regionali all’Agricoltura e dell’Economia. Il grido di allarme era stato lanciato nelle settimane passate dalla struttura consortile agrigentina che in una nota inviata ai sindaci parlava di criticità finanziarie dell’ente, di disservizi e danni ai comparti agricolo e zootecnico.
Il civico consesso riberese, inoltre, ha chiesto di mantenere a Ribera l’ufficio Uia, ex condotta agraria, perché il comprensorio riberese ha un’agricoltura d’avanguardia con le arance Dop e biologiche, con la corposa produzione di olio extravergine d’oliva, con migliaia di libretti Uma da vidimare, con centinaia di pratiche del Piano di Sviluppo Rurale da esaminare. Il comune potrebbe compartecipare alle spese per i locali in affitto, mentre e il consorzio di bonifica ha ampi locali vuoti per ospitare gli uffici e il personale che si vogliono trasferire altrove.

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