Ribera: Riunione municipale per razionalizzare la popolazione scolastica straniera che è del 13 per cento.

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E’ stato necessario sottoscrivere al palazzo municipale un protocollo di intesa tra il Comune e le istituzioni scolastiche locali per razionalizzare le iscrizioni alle scuole dell’obbligo degli alunni stranieri in quanto in città il tasso di immigrazione è medio-alto, con una percentuale di circa il 13 per i ragazzi che arrivano con le famiglie dall’estero.
L’incontro, che era stato chiesto da tempo dal dirigente scolastico prof.ssa Maria Angela Croce (IC “Crispi”) che chiedeva l’applicazione della circolare ministeriale n.20 del 2010 con quale il numero degli alunni stranieri in classe non deve superare il 30 per cento, si è svolto al Comune alla presenza del sindaco Carmelo Pace, dell’assessore Lucia Padovano, della stessa Croce e degli altri due dirigenti Paola Triolo (IC “Navarro) ed Anna Maria Conti (IC “Don Bosco”) con lo scopo di razionalizzare e garantire una migliore distribuzione degli alunni stranieri nelle tre scuole della città.
Il problema è nato quando in una prima classe di scuola media su 20 ragazzi, ben 12 erano stranieri e solo 8 italiani, senza possibilità alcuna per i dirigenti di assegnarli ad altra classe parallela. Le famiglie straniere oggi vivono soprattutto nei quartieri più popolari come quelli di Cozzo di Mastro Giovanni e di Sant’Antonino dove alloggi ed affitti costano poco. Questa la situazione degli alunni di nazionalità rumena, tunisina, marocchina, cinese, belga ed ucraina per singola scuola.
Istituto comprensivo “Crispi” 76 alunni stranieri su una popolazione complessiva di 630 frequentanti. Istituto comprensivo “Don Bosco” 28 comunitari ed extracomunitari su 728 alunni iscritti. Istituto comprensivo “Navarro” 11, tra cui 8 rumeni, 2 tunisini ed un cinese, su 553 iscrizioni.
“La razionalizzazione è necessaria – ci dice il dirigente Maria Angela Croce – per meglio corrispondere ai bisogni educativi dei ragazzi, per evitare le classi ghetto, per favorire meglio l’integrazione e l’inclusione degli alunni stranieri sia a scuola che nella società. Per questo serve un periodico monitoraggio”.

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