Santo Stefano Quisquina: Le popolazioni di 5 comuni chiedono sicurezza sanitaria in un’area montana a rischio

1986

L’Unione dei Comuni “Platani-Quisquina-Magazzolo”, che raggruppa ben cinque comuni dell’area montana, Santo Stefano Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca, Cianciana e San Biagio Platani, nel corso di un’assemblea, durante la quale sono intervenuti i sindaci Francesco Cacciatore, Giovanni Panepinto, Alfonso Frisco, Santo Alfano e Santino Sabella, hanno redatto un documento con il quale chiedono alla Regione Siciliana, al ministro della Salute e all’Azienda Sanitaria Provinciale la sicurezza sanitaria per le popolazioni sul territorio montano dove la drammatica situazione viaria mette a serio rischio puerpere e nascituri per via della chiusura dal 1° ottobre scorso del punto nascite presso la clinica “Attardi” di Santo Stefano Quisquina.
Al ministro Lorenzin gli amministratori comunali, nella nota a firma del presidente Francesco Cacciatore, chiedono di rivedere il provvedimento di chiusura del punto nascite e di usare lo stesso trattamento adottato per gli ospedali di Corleone, Bronte e Pantelleria. L’assessore regionale alla Salute Gucciardi e il direttore dell’ASP di Agrigento Ficarra vengono invitati a rideterminare il corrispettivo per parto e degenza per la clinica “Attardi” che è gestita da una società privata, di attivare immediatamente i servizi di trasporto d’emergenza neonatale, assistito e materno (Ten e Stam) in base al decreto regionale dell’assessorato alla Salute del 26 febbraio 2015 e di assegnare ulteriore personale medico specializzato al poliambulatorio di Bivona per fronteggiare il problema della chiusura del punto nascite stefanese.
Inoltre, il presidente dell’Unione Francesco Cacciatore chiede al direttore dell’Asp il potenziamento per l’utenza delle branche di cardiologia per maggiori prestazioni, oncologia per il potenziamento delle ore, oculistica per le dimissioni del medico oculista, angiologia per le lunghe liste di attesa, dermatologia per la mancata dotazione di attrezzature tecnologiche e radiologia, vista l’apparecchiatura di nuova generazione di recente acquistata.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here