Ribera: Protesta di un vivaista contro il sindaco per lo sgombero dall’area comunale

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Il sindaco è “accusato” di avere chiesto voti in cambio dell’uso di un’area comunale. La singolare e vibrante protesta è di un commerciante, un vivaista riberese, che ha protestato ieri mattina con un grande cartellone con tanto di scritta contro il sindaco Carmelo Pace “reo” di avergli tolto l’area comunale sulla quale da qualche mese aveva impiantato un vivaio per la vendita al dettaglio di piante da giardino e di appartamento.

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La vicenda ha avuto l’epilogo ieri, sulla centrale via Imbornone, proprio sulla rotonda, di fronte alla chiesa di San Francesco d’Assisi, quando in mattinata il vivaista ha fatto montare un grande cartellone con la scritta e con l’ ”accusa” contro il primo cittadino di avergli tolto il terreno, circa un migliaio di metri quadri, dove aveva realizzato la sua attività commerciale.
Il giorno prima, il vivaista era stato costretto a sgomberare l’area, di proprietà comunale, portando via diverse centinaia di piante mediterranee in vaso e a smantellare la recinzione che fiancheggiava la via Imbornone e il viale Europa. Sempre ieri la polizia municipale è intervenuta sul posto per eliminare il cartellone, visto da centinaia di cittadini, con la scritta di protesta che risulta abbastanza pesante nei confronti del primo cittadino che riporta, tra l’altro, “……il sindaco prima delle votazioni comunali, mi aveva promesso in cambio dei voti della mia famiglia e dei miei amici l’utilizzo di questo terreno……”.

piante vivaio
Il sindaco Carmelo Pace, da noi subito interpellato, si è detto sorpreso e di non sapere nulla del cartello e che per i fatti descritti dovrà consultare nella giornata di oggi il suo legale per capire quali provvedimenti intraprendere a tutela del suo nome e della sua carica.
Tutta la vicenda ha una storia lunga diversi anni, da quando il vivaista ha cominciato come ambulante a vendere le piante direttamente sul marciapiede della stessa via Imbornone, a fianco dell’inferriata dell’istituto magistrale “Francesco Crispi”. Poi, nello scorso mese di maggio, il vivaio si trasferì e comparve, qualche centinaio di metri più sotto, su un terreno incolto, di proprietà comunale, di fronte alla cooperativa Brodolini.
Forse a seguito delle denunce, l’ufficio tecnico del Comune ha fatto delle indagini ricognitive e ha appurato che il terreno è di proprietà del comune di Ribera, perché compreso nel piano di lottizzazione delle aree acquisite delle cooperative edilizie, nate negli anni ’80 ed espropriate agli eredi un latifondista riberese. Pare che la striscia di terreno, acquistata dal Comune, allora sia costata oltre 100 mila euro.
Da quì, il provvedimento di sgombero del terreno mediante ordinanza e la protesta clamorosa del vivaista riberese la quale ha fatto eco e scalpore ieri in tutta la città.

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