Ribera: Per due donne trasfuse con sangue nel 1974, il ministero della Salute è condannato al risarcimento

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Ci sono voluti ben oltre 40 anni per avere piena giustizia. Il ministero della Salute è stato condannato al risarcimento economico a favore di due donne di Ribera che sono state soggette a trasfusioni in due ospedali dell’Italia settentrionali nel 1974. E’ stata la Corte d’Appello di Palermo, in particolare la prima sezione civile, a dare piena ragione alle donne della città delle arance e quindi all’appello che era stato prodotto e proposto dall’avvocato riberese Rino Messina.
La vicenda ha origini lontane perché i fatti di cui è occupata ora la Corte di Appello e in passato il tribunale di Palermo risalgono al 1974 quando due donne di Ribera, allora giovani, sono state sottoposte a delle trasfusioni con sangue infetto in strutture pubbliche come gli ospedali di Bologna e di Firenze. Dalle patologie riscontate, le donne sono state colpite da epatite e hanno dovuto convivere per decenni con la malattia.

Messina Rino avvocato
Dopo ben 35 anni, le donne che oggi hanno la prima una ottantina d’anni e la seconda una sessantina, residenti a Ribera, si sono rivolte, nel 2009, al giovane avvocato Rino Messina che aveva appellato una pronuncia del tribunale di Palermo secondo la quale per le donne riberesi non aveva ritenuto sussistere la responsabilità per omesso obbligo di controllo e di vigilanza sul sangue e sugli emoderivati. Dopo ben cinque anni, di vicissitudini giudiziarie, la Corte di Appello del capoluogo siciliano ha riformato la sentenza e ha dato ragione all’appello dell’avvocato Messina il quale ha sostenuto che la responsabilità sul sangue infetto e sulle trasfusioni effettuate era configurabile anche prima del 1978, quando fu scoperta la malattia.
In particolare, l’avvocato Messina ha sostenuto che “tenuto conto delle conoscenze scientifiche di quel tempo e del fatto che la condotta omissiva per l mancata vigilanza sulla sicurezza del sangue era più che provata in quanto non risultava che fossero stati assolti nei casi in questione da parte delle due strutture sanitarie gli ordinati canoni di diligenza che consistevano nella sottoposizione delle sacche destinate alle trasfusioni i controlli sui livelli sui livelli di transaminasi GTP e dell’antigene Australia”.
Con tale sentenza, in attesa del separato giudizio civile, che quantificherà i danni, il ministero della Salute sarà condannato al risarcimento finanziario delle due anni che hanno atteso ben 40 anni per avere riconosciuti i loro diritti derivanti dal danno biologico. Il ministero dovrà risarcire i danni e, inoltre, sarà caricato delle spese processuali di entrambi i gradi di giudizio.
Lo stesso avvocato riberese, sempre nel 2009, aveva seguito la vicenda di un’altra donna di Ribera, colpita da una trasfusione di sangue infetto, da poco deceduta, per la quale il ministero della Salute è stato condannato al risarcimento di cui oggi beneficeranno gli eredi.

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