Ribera: Non c’è accordo per la riapertura dell’ex orfanotrofio e della chiesa di San Giuseppe

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Ancora una fumata bianca dalla riunione finalizzata al tentativo di riapertura dell’ex orfanotrofio ossia dell’istituto delle Suore Bocconiste “Serve dei Poveri” e dell’attigua chiesa di San Giuseppe, chiusi unilateralmente l’estate scorsa dalla congregazione le cui suore hanno lasciato Ribera. L’ennesima riunione, svoltasi all’interno dei locali di via Cusmano, non ha sortito alcuna novità per cui in un comunicato del comitato della festa di San Giuseppe si legge che “constatato l’ennesimo rifiuto da parte della congregazione sia a cedere l’immobile che a riaprire la chiesa, si ritiene che non ci sia altra soluzione che affidare il tutto a nuove iniziative di protesta”.

All’incontro il quarto in meno di due mesi di trattative hanno preso parte per l’amministrazione comunale il sindaco Pace, per la congregazione del “Boccone del Povero” l’economa Suor Francesca, la vice suor Alice e l’avv. Giuseppe Bisso, per la Curia di Agrigento don Alfonso Tortorici in rappresentanza del cardinale Francesco Montenegro, per la Curia di Ribera don Giuseppe Maniscalco, arciprete, e per il comitato della  festa di San Giuseppe Sebastiano Terranova e Francesco Micalizzi.

Il sindaco Pace ha evidenziato ai presenti che la destinazione urbanistica attuale (istituto religioso) dell’immobile non consente alcun esercizio di attività commerciali per cui  eventuali cambi di destinazione urbanistica devono essere valutati ed approvati dal consiglio comunale. Suor Francesca, economa della congregazione, ha evidenziato che la casa di Ribera non è divisibile e che necessità di parecchi interventi di manutenzione.  Don Alfonso Tortorici e Don Giuseppe Maniscalco hanno invitato, ancora una volta, la congregazione a impegnarsi a cedere – alla stessa Curia – una parte consistente dello stesso immobile, al fine di poter eventualmente inserire, presso la stessa casa, altra congregazione religiosa eventualmente anche con una presenza del volontariato locale per cui la rimanente parte dell’immobile rimarrà pertanto nella disponibilità della congregazione del “Boccone del Povero”.

Il comitato della festa di San Giuseppe si è dichiarato contrario a scorpori, divisioni e cambi di destinazione d’uso dell’istituto riberese, annunciando nuove forme di protesta.

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