Appello di Andrea Puleo della Cia: “Tuteliamo l’olio siciliano” contro l’invasione tunisina

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La Commissione Europea ha adottato, il 17 settembre scorso, una proposta legislativa per autorizzate un accesso supplementare d’olio d’oliva tunisino nel mercato comunitario, suona come una beffa per I’olivicoltura italiana e per quella siciliana e del sud in particolare.

La Commissione afferma di voler sostenere il governo e i cittadini tunisini e proteggere I’economia tunisina a seguito dei recenti attentati terroristici. Motivazione nobilissima, ma che rischia di far saltare in aria I’economia del settore olivicolo italiano.

A pagare la giusta solidarietà nei confronti della Tunisia e dei suoi abitanti non possono e non devono essere solo i produttori di olio d’oliva e più in generale I’agricoltura italiana, già penalizzata da accordi svantaggiosi come la famigerata intesa Unione Europea – Marocco. La proposta adottata dalla Commissione europea rappresenta una mortificazione del lavoro di chi da anni s’impegna per produrre olio di qualità rispettando tutte le norme dettate dall’Europa.

Gli olivicoltori italiani sono già esposti ad una concorrenza al limite della slealtà da parte dei paesi dell’altra sponda del Mediterraneo che riescono a produrre ed esportare in Europa olio d’oliva a basso costo e spesso di pessima qualità, grazie alle maglie larghe della legislazione comunitaria, che consente la commercializzazione con marchi nazionali di prodotti di origine comunitaria con il solo obbligo di indicarlo in etichetta, spesso di difficile lettura. Con questo metodo miscele comprate a 30 centesimi al chilo arrivano sugli scaffali dei supermercati a pochi euro al litro, col risultato che il consumatore porta in tavola un olio scadente, pensando d’aver acquistato olio italiano a buon prezzo.

In uno scenario di mercato già difficile gli ovicoltori siciliani non possono anche assistere all’invasione programmata e senza pagamento di dazi di ben 35mila tonnellate di olio d’oliva, in aggiunta alle attuali 57 mila tonnellate previste dall’accordo di associazione UE-Tunisia. Tutto questo è intollerabile, bisogna subito bloccare questo accordo, per scongiurare questo attentato all’olio siciliano e italiano, e , sollecitiamo i nostri parlamentari europei affinché tutelino un pezzo importante dell’agricoltura Made in Italy.

 

 

 

Andrea Puleo – Cia Agrigento

 

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