Santo Stefano Quisquina: La corsa per partorire ad Agrigento

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Il punto nascite presso la casa di cura “Attardi” di Santo Stefano Quisquina ha chiuso i battenti da meno di una settimana e già si verificano le prime difficoltà e qualche disagio per le partorienti dei cinque centri dell’interno montano. Quattro giorni fa una donna in procinto di partorire, accompagnata dai familiari, ha fatto una velocissima corsa di oltre un’ora di autovettura, attraverso arterie statali difficili e pericolose, per raggiungere da Santo Stefano Quisquina l’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento per dare alla luce una bambina.

Del rischio che le donne correranno, d’ora in poi, per raggiungere gli ospedali di Agrigento, Sciacca e Palermo, si è parlato nel corso del vertice di amministratori comunali che si è al palazzo di città di Santo Stefano Quisquina. I sindaci del centro stefanese, di Bivona, Cianciana, Alessandria della Rocca e San Biagio Platani si sono incontrati per fare il punto sulla situazione e hanno deliberato di chiedere subito un incontro con i dirigenti della casa di cura “Attardi” per interloquire con la direzione dell’Asp di Agrigento e per intraprendere le misure idonee per garantire l’assistenza sanitaria per le partorienti e la sicurezza su tutto il territorio montano dove le strade intransitabili mettono a rischio la salute delle madri e dei nascituri.

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