Agrigento: Meetup Ribera 5 Stelle denuncia l’arrivo di olio dalla Tunisia che va a discapito dell’economia siciliana e agrigentina

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Alle buone notizie diffuse nei giorni scorsi circa la buona quantità e l’ottima qualità dell’olivicoltura siciliana e agrigentina che lascia ben sperare l’economia di decine di migliaia di aziende agricole in questa stagione olivicola, ecco che compare all’improvviso un fulmine a ciel sereno. Nelle prossime settimane arriverà in Sicilia l’olio della Tunisia che farà concorrenza al pregiato olio extravergine della nostra terra e che farà abbassare notevolmente commercialmente il prezzo di vendita del prodotto degli uliveti agrigentini.

A fare una tale denuncia è stato il Meetup Ribera 5 Stelle che ha annunciato il prossimo arrivo sui mercati siciliani e nazionali di circa 90 tonnellate di olio con provenienza dal Paese del Nord Africa a prezzi stralciati che mettono in forte crisi la produzione olearia agrigentina sulla quale si basa in buona parte l’economia agrigentina. La notizia è stata ripresa oggi dai mass media che sottolineano come il provvedimento per l’importazione dell’olio africano riguardi un paese extracomunitario come la Tunisia, che avrà bisogno di aiuti, ma che danneggia l’economia aziendale siciliana, e in particolare quella agrigentina, in ripresa grazie alla quantità e qualità del nuovo olio, come hanno annunciato dagli olivicoltori nell’attuale stagione.

olio extravergone d'oliva

Il documento del  Meetup  Ribera 5 Stelle, a firma di Gaspare Caternicchia, Vincenzo Rossello, Filippo Caternicchia, Patrizia Giglietta, denuncia a chiare lettere come “questo ingresso di olio di oliva dalla Tunisia rappresenta oggi un vero e proprio attacco alla fragile economia locale, già martoriata da una serie di disservizi in materia di sistema idrico, per la non funzionalità del servizio stesso, nonchè un attacco alla salute dei cittadini,  in quanto non siamo a conoscenza dei prodotti che i cugini tunisini usano per portare a produzione le loro olive e se questi agricoltori usino perfino prodotti come il Ddt” .

Il Movimento 5 Stelle di Ribera chiede, a gran voce, alla politica locale e regionale di porre rimedio alla incomprensibile politica europea che, dopo l’arancia del Marocco e l’abbattimento dei dazi doganali, apre nuovamente le frontiere ai prodotti del Nord-Africa che vanno subito a discapito delle colture e delle produzioni provinciali e regionali. L’ingresso dell’olio d’oliva tunisino portererà ad una forte riduzione del prezzo dell’ottimo olio agrigentino e, come sempre, a pagarne le conseguenze saranno gli agricoltori.

 

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