Agrigento: L’Ordine degli Architetti paventa una brusca frenata al comparto edilizio per la legge sugli appalti

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Riteniamo che il Consiglio dei ministri abbia impugnato, in maniera legittima, la legge regionale sugli appalti “in quanto, sul piano strettamente tecnico”, la disposizione è in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione che riserva esclusivamente alla competenza legislativa dello Stato la materia della tutela della concorrenza.
Però, non si può non rimarcare il fatto che questo stop getterà, nell’immediatezza, nello sconforto le centinaia di imprese che a partire dal mese di agosto, grazie anche ad un’impennata delle gare di appalto, avevano ripreso a partecipare a gare, bandite dalle pubbliche amministrazioni, con il nuovo sistema di ribasso bloccato ad un massimo del 25%.
Il blocco amministrativo delle stazioni appaltanti, sicuramente inevitabile fino al districarsi della matassa, e la sospensione delle gare già espletate in questi due mesi non farà altro che aggravare ulteriormente lo stato, pari a quello del malato terminale, della filiera delle costruzioni.
Il nostro pensiero va anche al fatto che, in tale situazione d’impasse, non saranno bloccate solo le imprese appaltatrici ma anche, inevitabilmente, le centinaia di professionisti (architetti, ingegneri e geometri) che, dopo lo svolgimento delle gare, sarebbero stati impegnati nelle direzioni dei lavori.
Tutto ciò è da considerarsi una iattura in un così grave momento di crisi del comparto edilizio.
L’auspicio è che si addivenga celermente, anche tramite il tavolo tecnico convocato, alla risoluzione del problema e che non si stravolga il sistema di ribasso fissato dalla legge Regionale, che mette un freno al gioco al massacro determinato dai ribassi incontrollati i quali costituiscono il grande male delle opere pubbliche.
I ribassi illimitati, infatti, producono solo opere di cattiva qualità, per il più delle volte incompiute, e permettono l’infiltrazione, nel sistema, di tutte quelle imprese spregiudicate che, operando ai limiti della legalità e incuranti dei benefici prodotti alla collettività dalla realizzazione di un’opera pubblica, operano speculazioni economiche in barba alla qualità e sicurezza delle infrastrutture pubbliche.

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