AG Incontro Asp – Sinergie per punto nascite Santo Stefano Quisquina

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Si sono incontrati ieri mattina presso l’azienda sanitaria di Agrigento gli amministratori comunali dei centri dell’interno montano e i dirigenti provinciali dell’Asp per stabilire una sinergia operativa ed una concreta condivisione d’impegni per garantire la massima attenzione alle esigenze sanitarie e socio-sanitarie dell’utenza dei comuni agrigentini del bacino montano in relazione alla ventilata chiusura del punto nascite della clinica “Attardi” in territorio di Santo Stefano di Quisquina, a partire dal 1° ottobre prossimo. Il confronto, richiesto dai sindaci di Santo Stefano Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca, Cianciana, San Biagio Platani, Cammarata e San Giovanni Gemini, va visto oggi in attesa dei provvedimenti che, lungo l’asse Sicilia-Roma, sono in corso di definizione fra l’assessorato regionale alla Sanità ed il Ministero della Salute.
Nei giorni scorsi l’assessore Baldo Guicciardi ha inviato al ministro Beatrice Lorenzin la richiesta di slittamento della chiusura dei punti nascita di Santo Stefano di Quisquina e di Licata. L’incontro di ieri è stato l’occasione per discutere di un ventaglio di strategie da porre in essere per far fronte ad ogni evenienza ed assicurare la sicurezza e la salute dei cittadini, in un territorio a rischio per la precaria viabilità.
Presenti il direttore generale e quello sanitario dell’Asp di Agrigento, Salvatore Lucio Ficarra e Silvio Lo Bosco, il sindaco di Santo Stefano di Quisquina Francesco Cacciatore, e primi cittadini di San Biagio e di Cianciana Santo Sabella e Santo Alfano. Per il comune di Bivona è intervenuto il vice-sindaco Milko Cinà, mentre il comune di Alessandria della Rocca è stato rappresentato dall’assessore al Bilancio Leonardo Gandolfo. Nel corso dell’incontro il direttore Ficarra ha evidenziato le comuni attenzioni non solo, ovviamente, per il punto nascite della clinica “Attardi” di Santo Stefano ma anche per quello esistente presso l’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata. C’è la volontà di volere garantire la continuità, in attesa dei provvedimenti nazionali di revisione del decreto.

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