Passo indietro di Mariano Ragusa, «per dare spazio ai giovani lascio il coordinamento della lista civica “Progetto comune”»

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Le scorse elezioni amministrative hanno selezionato una classe dirigente e politica che lascia ben sperare e che poggia su giovani volenterosi e capaci di interpretare le esigenze della nostra cittadina.  È emozionante, ma anche incoraggiante, vedere tanti giovani e donne che dedicano il loro impegno alla cosa pubblica nella consapevolezza che la politica rimane ancora l’unico viatico che consente di dibattere le tematiche al fine di trovare le giuste soluzioni.
Ribera, nonostante le diverse difficoltà che affondano le radici nel tempo,  a cominciare dalla grave crisi dell’agricoltura e dell’edilizia, in questi anni è riuscita a navigare solidamente in un mare caratterizzato da continui elementi avversi. La drastica riduzione dei trasferimenti statali e regionali ha, infine, reso l’attività amministrativa piena di ostacoli che, di fatto, hanno eliminato ogni possibilità di programmazione. La stessa cosiddetta “ordinaria” amministrazione viene sottoposta a continue incertezze a causa di uno stato e di una regione sempre più assenti e distratti, diventati teatro di litigiosità politiche e con capacità di legiferare ridotta allo zero.
Nonostante questo scenario poco incoraggiante, vi sono tantissimi giovani e donne che desiderano impegnarsi politicamente per dare nuova linfa ad un progetto capace di proiettare Ribera in un contesto in grado di ridarle quel ruolo di realtà operosa che l’ha caratterizzata nel passato.
Di fronte a questa nuova sfida, da non perdere ma, anzi, da  stimolare, appare necessaria una profonda riflessione, specie da parte di chi per anni è stato sulla ribalta dell’impegno politico. Le prospettive future di crescita e di sviluppo della nostra Ribera devono ancorarsi inevitabilmente su nuove forze, su fresche intelligenze per concretizzare sfide di rilievo. Bisogna, in buona sostanza, avere la capacità di arruolare le nuove spinte che provengono dai giovani. È necessario dunque, sostenerli in questa voglia di impegnarsi per la nostra collettività.
La riflessione maturata in questo ultimo periodo mi porta ad essere coerente con essa e ad agire non con parole che si perdono nel vento, ma con i fatti che spianano il percorso che la nuova generazione intende intraprendere. Bisogna quindi dare fiducia e spazio alla nuova classe dirigente e politica.
Tanti anni di attività mi hanno visto impegnato nella politica cittadina come consigliere e assessore. Il mio impegno si è esteso anche alla provincia in qualità di consigliere e assessore. La mia disponibilità si è estesa anche con candidature all’assemblea regionale e una come candidato sindaco di Ribera. In questi anni ho profuso il mio impegno senza risparmiare tempo e forze. Sono stato protagonista nella realizzazione di un progetto che ha visto la prima sindacatura di Carmelo Pace e la sua rielezione. Un progetto portato avanti con la lista civica “Progetto comune”. Oggi, il progetto seguita con le forze di tanti giovani che lo hanno sostenuto e continuano  a sostenerlo. Con i giovani che sostengono l’amministrazione Pace sia dal consiglio comunale sia dall’interno della giunta. È giunto il momento di aiutare con i fatti il senso di una svolta generazionale. Una svolta che può essere davvero agevolata, dando piena fiducia ai giovani ed è per tale motivo che la mia riflessione mi porta a compiere un passo indietro, uscendo dall’impegno attivo in politica.
Lascio il coordinamento della lista civica “Progetto comune”, consapevole che lo sforzo e l’impegno dei giovani che ad esso aderiscono darà nuova linfa al progetto politico. Rimarrò sempre grato a  quanti, in questi anni, hanno sostenuto il mio impegno e mi sono stati vicini. Ringrazio Carmelo Pace per avere condiviso con me un progetto politico,  che tra l’altro ha evitato che il comune potesse incorrere nel dissesto finanziario. Tanti progetti sono stati portati a compimento con i relativi finanziamenti, questo a prova che, nonostante le difficoltà finanziarie condivise con tutti i comuni italiani, il nostro impegno non è mai mancato.

Mariano Ragusa