Santo Stefano Quisquina: I sindaci della montagna dicono no alla chiusura del punto nascite

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I sindaci del comprensorio montano dicono no alla chiusura del punto nascite a Santo Stefano Quisquina e chiedono alla Regione Siciliana, ma soprattutto al Ministero della Salute una deroga di almeno sei mesi per evitare gravi disagi alle popolazioni di una quindicina di comuni agrigentini e palermitani. Lo hanno deciso ieri mattina gli amministratori comunali durante la riunione straordinaria e aperta dei consigli comunali appositamente riuniti, in maniera congiunta, nello slargo davanti all’ingresso della casa di cura “Ignazio Attardi” dove si trova collocato il punto nascite che il Ministero vuole chiudere a partire dal prossimo primo ottobre.
Con i gonfaloni delle loro città, si sono presentati puntuali ieri alle ore 10 i sindaci, i presidenti dei civici consessi, i consiglieri comunali e la deputazione regionale e nazionale per approvare un preciso ordine del giorno dei lavori con il quale chiedere immediatamente il blocco della chiusura del servizio ospedaliero del punto nascite e una possibile deroga di sei mesi nelle more di trovare una soluzione che non metta a rischio la salute delle partorienti e dei nascituri che sarebbero costretti su strade intransitabili e pericolosi a raggiungere gli ospedali di Agrigento, Sciacca o addirittura Palermo.
Erano presenti gli amministratori comunali di Santo Stefano Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca, Cianciana, San Biagio Platani, Cammarata, San Giovanni Gemini, Lercara Frissi, Castronovo di Sicilia e Prizzi. Ha presenziato la seduta il presidente del consiglio stefanese Greco Lucchina e i presidenti dei civici consessi Bruno, Tallo, Messina, Palamenghi, Mangiapane, Cammarata, Pace, Castelli, Chisesi.
Hanno partecipato ai lavori consiliari il presidente dell’assemblea dell’Unione dei Comuni “Platani-Quisquina-Magazzolo” e gli onorevoli Panepinto, Fontana, Iacono e Moscat che hanno preso la parola. Hanno inviato messaggi di adesione i deputati regionali Cascio e Mangiacavallo.
Le amministrazioni comunali e i civici consessi sin da oggi invieranno una precisa richiesta alla Regione Siciliana, mentre il ministro della Salute Lorenzin, raggiunta ieri telefonicamente, si è dichiarata disponibile a ricevere al più presto una delegazione di sindaci agrigentini e palermitani che esporranno le gravi difficoltà delle famiglie e delle partorienti nell’attraversare strade comunali, provinciali e anche statali a fortissimo rischio specie nella stagione invernale per le piogge, le frane, gli smottamenti. La normativa nazionale prevede che gli ospedali devono far registrare almeno 500 nascite, ma Santo Stefano Quisquina e comuni montani non arrivano a 200 nascituri.

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