Ribera: Nenè Mangiacavallo si esprime sulla chiusura dell’orfanotrofio

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Seguo da qualche mese, con particolare attenzione e giustificata preoccupazione, la vicenda, che assume oggi contorni allarmanti e che ha registrato in questi giorni l’intervento di alcuni personaggi pubblici e privati della nostra città, riguardante l’orfanotrofio San Giuseppe e le Suore del Boccone del Povero in esso residenti.
Fin dal tempo della campagna elettorale del maggio scorso ho avvertito l’esigenza di segnalare, anche all’Amministrazione Comunale del tempo, la paventata chiusura dell’orfanotrofio, rimarcando che era fondamentale, oltre che indispensabile, intervenire prontamente per evitare che le “contrattazioni” tra la Congregazione delle Suore Bocconiste e gruppi privati, di cui già allora si parlava, potessero svilupparsi fino ad arrivare a quel vergognoso epilogo cui abbiamo purtroppo assistito.
A conferma di quanto sopra e per evitare che qualcuno possa pensare che con il senno di poi diventiamo tutti bravi, posso mettere a disposizione le registrazioni di pubblici comizi, uno dei quali svoltosi proprio nelle vicinanze dell’orfanotrofio, nel corso dei quali, durante miei interventi, assunsi l’impegno, anche a nome della coalizione politica che sosteneva la mia candidatura a Sindaco, che se fossi stato eletto ci saremmo immediatamente adoperati per evitare che una componente significativa della storia della nostra città, l’orfanotrofio, potesse essere sacrificata a bassi interessi pecuniari, mal conciliabili con la cura dello spirito e con l’aiuto ai poveri, tanto cari al Beato Giacomo Cusmano, nonché per impedire che si concludesse ingloriosamente una virtuosa esperienza, religiosa spirituale e sociale, della nostra città.
Nel rispetto della delicatezza e della complessità della questione, che richiede unità tra le forze sane di questa città oltre che lucidità di impegno sul piano procedurale e del diritto, non voglio e non posso entrare nel merito dei comportamenti, talora deprecabili, di alcuni protagonisti di questa triste storia né, tanto meno, delle opere e delle attività già avviate o in fase di avvio nelle strutture, anche estive, che fanno riferimento alle Suore del Boccone del Povero; avremo tempo ed occasione per farlo in un momento successivo.
Ritengo, tuttavia, doveroso esprimere amarezza e sdegno per quanto avvenuto, e rivolgere un plauso, convinto e sincero, all’Avv. Francesco Micalizzi, principale sostenitore del mantenimento dell’orfanotrofio e delle attività in esso prestate insieme al Comitato per la Festa di San Giuseppe che ha promosso una serie di lodevoli iniziative per scongiurare la chiusura anche della Chiesa attigua all’orfanotrofio ed a quanti, a diverso titolo, hanno pubblicamente sostenuto la riapertura della struttura e della Chiesa.
In coerenza con l’impegno assunto ufficialmente nel maggio scorso, aggiungo la mia totale e convinta disponibilità ad affiancare coloro i quali lavorano per la riapertura dell’orfanotrofio e della Chiesa e per restituire al servizio disinteressato (non imprenditoriale ed obbediente alla logica del profitto) ed alla umana solidarietà una meravigliosa ed efficiente struttura.
Non posso non evidenziare che in casi delicati come questo il rischio che si corre è che, oltre i proclami, oltre le dichiarazioni di disponibilità ed oltre le buone intenzioni non si riesca ad andare per cui, onde evitare di fare un buco nell’acqua, sarebbe necessario individuare una strategia operativa e stabilire alcuni elementi fondamentali, anche in termini di assunzione di responsabilità:
– Sua Eminenza il Cardinale Montenegro, Vescovo di Agrigento, dovrebbe assumere l’impegno di disporre, direttamente o indirettamente, la riapertura al culto della Chiesa di San Giuseppe;
– Il Sindaco di Ribera dovrebbe confermare quanto ufficialmente dichiarato nel corso di un dibattito pubblico svoltosi durante la campagna elettorale nei locali appartenuti alle Suore Francescane. In quella occasione l’allora candidato ed oggi confermato Sindaco della nostra città, rispondendo ad una precisa e circostanziata domanda sull’argomento, ebbe a
dichiarare che per la parte riguardante il Comune di Ribera, mai avrebbe concesso variazioni di destinazione d’uso di quegli immobili e mai avrebbe autorizzato attività di vario genere da svolgersi presso l’orfanotrofio da parte di aziende private;
– La Madre Generale della Congregazione delle Suore Bocconiste dovrebbe, sulla base delle proposte formulate sull’argomento dal Comitato per la Festa di San Giuseppe, decidere come continuare ad assicurare la presenza delle Suore a Ribera;
– Le Associazioni di Volontariato, le Associazioni di Servizio, le forze sociali, i Rappresentanti del Clero della nostra città insieme a quanti, tantissimi a giudicare dalle firme raccolte, credono nel valore della solidarietà e della crescita spirituale, dovrebbero costituire un fronte comune e determinato al fine di ottenere l’unico risultato auspicabile: fare riaprire l’orfanotrofio e fare dimenticare, al più presto, questa brutta storia!

Nenè Mangiacavallo

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