Ribera: Le suore gli chiudono la chiesa e per la messa gli offre ospitalità don Antonio all’Immacolata

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Le suore della congregazione “Serve dei Poveri” gli chiudono la chiesa e l’anziano prete, don Gerlando Lentini, chiede ospitalità ad un collega, don Antonio Nuara, che gli mette a disposizione la chiesa dell’Immacolata o delle Anime del Purgatorio. Il prete “sfrattato” ha già cominciato a recitare messa nel luogo di culto di via Roma, dove si sono trasferiti i fedeli che ogni mattina si recavano nella chiesa di San Giuseppe, annessa all’ex orfanotrofio di via Cusmano che le suore, quasi un “business” all’americana, vorrebbero trasformare in residence per anziani o di extracomunitari e in scuola privata per l’infanzia.
A don Gerlando Lentini, dopo oltre 40 anni di attività ecclesiale, per avere recitato messa tutti i giorni, alle 7 del mattino, nella chiesa attigua all’ex ospedale “Fratelli Parlapiano”, le suore hanno dato il benservito. Senza alcuna ragione e spiegazione, gli hanno consegnato i paramenti e hanno tolto il “Santissimo” dal luogo di culto. Domenica scorsa, il sacerdote, che da mezzo secolo è il direttore del giornale religioso “La Via”, con diversi fedeli, sotto una leggera pioggia estiva e con l’ombrello, si è ritrovato davanti al cancello chiuso, in via Cusmano.

ex orfanotrofio proteste
Non ha rinunciato al suo ministero e per tale ragione gli è venuto incontro il parroco della chiesa dell’Immacolata don Antonio Nuara che gli ha messo a disposizione il suo luogo di culto per recitare messa tutti i giorni alle ore 7,30 del mattino. Nel frattempo, non si sono spenti i malumori dei componenti del comitato della festa di San Giuseppe che da domenica scorsa protesta, con la posa di alcuni striscioni di stoffa e scritte colorate, contro la decisione delle Suore Bocconiste che hanno preso la determinazione non solo di chiudere i locali dell’ex orfanotrofio, dove c’era una scuola materna con 30 alunni, ma addirittura di mettere i “sigilli” pure alla chiesa.
Della vicenda è stato pure informato l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale, Francesco Montenegro, a cui si sono rivolti non solo i fedeli, ma persino il sindaco Carmelo Pace, con una lettera, con la quale il primo cittadino chiede un incontro urgente con la madre generale della congregazione.

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