Burgio: Salsiccia, pane e panelle per la festa del servizio pubblico dell’acqua

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Domani pomeriggio alle ore 19 i sindaci cosiddetti “ribelli” e quelli denominati “pentiti” festeggeranno in piazza a Burgio l’approvazione all’Ars della legge di riforma del servizio idrico. Non sarà una festa cittadina, ma provinciale perché gli amministratori comunali che si ritroveranno insieme a gioire saranno almeno una trentina. Festeggeranno in piazza Umberto I e davanti alla storica fontana della Badia con la degustazione di pane, salsiccia, panelle e tanti sorsi di buona acqua delle sorgenti burgitane.
Ad organizzare la festa il sindaco di Burgio Vito Ferrantelli che è stato, assieme ad altri primi cittadini agrigentini, uno degli artefici delle variegate forme di lotta che vanno avanti da circa 7 anni e che hanno portato al varo della nuova legge che salvaguarda in prima fila gli utenti. “Farà storia la data del 21 gennaio 2008 quando 15 sindaci agrigentini che non hanno consegnato le reti idriche a Girgenti Acque e hanno impedito al commissario regionale di entrare a Burgio nel palazzo municipale – ci dice Ferrantelli – come pure la data del 28 aprile 2010 quando invitammo a Burgio il vicesindaco di Pargi madame Anne Le Strat che, madrina, e presidente della società “Eau de Paris”, dell’acqua pubblica francese, ha attirato l’attenzione della stampa nazionale sull’acqua”.
Il sindaco di Bivona Giovanni Panepinto, deputato regionale, ha dichiarato: “Abbiamo vinto una lunga battaglia e anche la guerra. La legge tutela con 50 litri al giorno i morosi e quanti hanno bisogno. Entro il 2020 l’acqua diventerà patrimonio esclusivo dell’umanità e risorsa unica per fini potabili. Le industrie cercheranno altre fonti di approvvigionamento”.
Il sindaco Giuseppe Puccio di Lucca Sicula, per i comuni “pentiti” ha detto: “Il DDL su l’acqua pubblica per come era predisposto non prevedeva e non tutelava i comuni che avevano ceduto le reti idriche (27 comuni), mentre tutelava e garantiva i 16 comuni che non hanno ceduto le reti idriche. Grazie all’emendamento dell’art. 7 presentato e firmato dal gruppo di Sicilia Democratica con l’on. Totò Cascio, tale emendamento prevede di dare la possibilità ai comuni che avevano ceduto le reti idriche di associarsi e stabilire il nuovo sistema di gestione sia in forma diretta che in affidamento”.

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