Ribera: Beni archeologici nel più completo abbandono

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Parlare di turismo e anche di economia a Ribera è davvero fantascienza perché ad esempio i beni archeologici, che potrebbero essere visitati, specie nella stagione estiva, sono abbandonati al loro destino. Al turista o al visitatore, anche di passaggio, si prospetta la possibilità di non potere visitare la necropoli dell’Anguilla, posta a qualche chilometro dal centro abitato, perché chiusa ormai da mesi e di recarsi al castello di Poggiodiana, a cinque minuti d’auto dal centro urbano, dove il sito è aperto, senza alcun custode, dove le erbacce coprono in parte le mura di cinta e dove nei mesi scorsi qualche ladro si è pure impadronito di qualche capitello abbandonato.
Ribera è una città molto giovane, essendo stata fondata nella prima metà del XVII secolo, per cui non ha tanti beni monumentali da mettere in vetrina a disposizione dei flussi turistici. I soli due siti archeologici e storici del castello di Poggiodiana e le 45 tombe della necropoli dell’Anguilla non hanno oggi i requisiti sufficienti per essere utilizzati nel comparto turistico.

Ribera I cavalieri davanti al castello di Poggio Diana
La necropoli, portata alla luce dagli scavi della soprintendenza di Agrigento all’inizio degli anni ’80, oggetto di un restauro conservativo negli anni scorsi, oggi non la si può visitare perché manca dei servizi igienici per i visitatori. Né il comune di Ribera, né la soprintendenza di Agrigento e nemmeno qualche occasionale benefattore hanno potuto racimolare una somma di circa 10 mila euro per approntare un gabinetto. Alcune scolaresche in primavera sono tornate indietro.
Al castello di Poggiodiana, invece, entra chiunque perché non vi sono custodi e qualche reperto pare sia stato portato via dai ladri. Le erbacce crescono ovunque, nonostante nei mesi scorsi un incendio abbia bruciato l’area adiacente e ha annerito perfino le mura del 1500. Non parliamo della strada comunale di accesso che da Ribera porta al sito. Frane e bubboni pericolosi, strettoie dove passa appena un’autovettura e buche profonde. Recarsi al castello è un’avventura.

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