Ribera: Il Tar boccia le ordinanze dei sindaci sul blocco delle forniture idriche

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Il Tar di Palermo, con propria sentenza, annulla le ordinanze dei sindaci agrigentini che avevano deliberato il divieto di sospensione dei distacchi idrici messo in opera dalla società Girgenti Acque. La sezione prima del Tribunale Amministrativo Regionale con due distinte ordinanze ha accolto le istanze di sospensiva delle ordinanze sindacali impugnate e ha condannato i comuni di Ribera e di Lucca Sicula al pagamento delle spese della fase cautelare. Dopo i comuni di Casteltermini, di Montevago e di Sambuca di Sicilia è toccato ieri a Ribera e a Lucca Sicula vedere annullate le ordinanze dei sindaci Carmelo Pace e Giuseppe Puccio.
“ La procedura di sospensione dell’erogazione per morosità – si legge in una nota di Girgenti Acque – è prevista nell’ordinamento giuridico italiano dal D.P.C.M. 29/04/1999 (gestione del rapporto contrattuale – scheda n. 3) che rappresenta “la carta dei diritti dell’utente del servizio idrico”, ed è contenuta nell’art. 2.6.6. del regolamento utenza vigente, approvato con deliberazione n°4 del 30/11/2011 dall’assemblea dei rappresentanti dell’ATO AG9”.
La società agrigentina, che cura il servizio di distribuzione idrica alle popolazioni, sostiene che dalla sua esperienza emerge che i veri morosi non sono gli indigenti o le persone in difficoltà economica in quanto tutti, infatti, vengono messi da Girgenti Acque nelle condizioni di effettuare i pagamenti con dilazioni anche molto lunghe e con rate di importo molto piccolo, a secondo le esigenze diverse delle famiglie. Per cui la sospensione dell’erogazione avviene soltanto nei casi in cui l’utente si rifiuta categoricamente di pagare le bollette anche a rate.
I cinque comuni agrigentini, Casteltermini, Montevago, Sambuca di Sicilia, Ribera e Lucca Sicula, sostenevano, con le ordinanze dei sindaci, che l’acqua non può essere tagliata totalmente ai cittadini e che i contatori idrici non possono essere categoricamente bloccati.
Invece, Girgenti Acque sostiene che ha il dovere attuare la procedura di sospensione idrica nell’ambito dell’attività di contrasto alla morosità per garantire l’equilibrio economico e finanziario aziendale e nel rispetto della generalità  degli utenti virtuosi che pagano regolarmente le bollette.
“Astenersi dall’esecuzione della procedura di sospensione idrica per morosità – si legge nel documento della società – da un lato, avrebbe ripercussioni economiche e finanziarie sul bilancio aziendale e conseguentemente sulla tariffa del servizio idrico integrato gravando sulla generalità degli utenti, dall’altro, lederebbe il principio di non discriminazione degli utenti paradossalmente privilegiando quelli morosi a scapito di quelli virtuosi”.

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