Ribera : L’arresto dei Marotta per bancarotta

1984

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per il ribesere Carmelo Marotta, 41 anni, già condannato in primo grado nel processo di mafia Maginot. Il nuovo provvedimento, notificato dai carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Sciacca, coadiuvati da militari della locale compagnia, riguarda un’indagine per intestazione fittizia di beni e bancarotta fraudolenta. Coinvolte anche le sorelle di Carmelo Marotta, Rosalia, di 51 anni, e Maria, di 48, alle quali è stato notificata un’ordinanza cautelare degli arresti domiciliari. Marotta si trovava già in carcere dopo la condanna di primo grado a 12 anni e 6 mesi di reclusione del 2013, nel processo celebrato a Sciacca con rito ordinario sui presunti fiancheggiatori del boss Giuseppe Falsone. Secondo quanto è emerso dalle indagini della Procura saccense, i tre fratelli, in concorso tra loro, sarebbero responsabili di intestazione fittizia di beni e bancarotta fraudolenta. Dopo avere appreso di essere indagato per associazione per delinquere di stampo mafioso, all’indomani dell’arresto in Francia di Falsone, Carmelo Marotta avrebbe agito per preservare i beni aziendali delle proprie società, la “Edilservizi srl” e la “Edilmar srl”, da un probabile provvedimento di natura patrimoniale, come poi in effetti è avvenuto. Secondo i magistati saccensi, dapprima avrebbe costituito un nuovo soggetto societario denominato “Edilmar Group srl” apparentemente di proprietà delle sorelle Maria e Rosalia, e poi, con il concorso delle stesse, in un brevissimo lasso temporale, eseguito una serie di operazioni commerciali univocamente volte a veicolare tutti i cespiti attivi e i beni aziendali materiali ed immateriali delle sue due società nel patrimonio della nuova società., sottraendo così tali beni al provvedimento di sequestro preventivo emesso il 21 luglio 2011 dal tribunale di Palermo nell’ambito del procedimento istruito dalla Dda, nonché ai creditori pubblici e privati delle ditte “Edilservizi srl” e “Edilmar srl”, dichiarate fallite nel 2012. I militari hanno inoltre dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca delle quote sociali e dell’intero compendio aziendale, comprensivo di tutti i beni materiali ed immateriali della società “Edilmar Group srl”, con sede a Sciacca, in viale Siena. Nel processo per mafia, la pubblica accusa portò in aula anche le testimonianze del boss Calogero Rizzuto, diverse intercettazioni e le pen drive sequestrate durante la perquisizione avvenuta nella sede della Edilmar di Sciacca e contenuta all’interno del borsello che Marotta portava con se. Secondo l’accusa, il riberese avrebbe favorito la latitanza francese di Falsone.

GIUSEPPE RECCA

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