San Biagio Platani: L’esempio di Falcone sotto gli archi di Pasqua

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Anche a San Biagio Platani liberi cittadini di schieramenti trasversali, con il sostegno delle chiese e dei sindacati, hanno voluto dimostrare in questo giorno la totale adesione ai valori espressi nelle battaglie condotte da Giovanni Falcone. L’Associazione culturale NOI aveva lanciato giorni addietro l’invito a tutte le forze sane per una marcia che dalla scuola elementare ha raggiunto il monumento a Falcone e Borsellino presso la scuola media, dove è stata deposta una corona di alloro con i colori, bianco e rosso, della cittadinanza.
Alla manifestazione hanno partecipato esponenti della società civile e quasi tutte le forze politiche del paese degli Archi di pasqua. Fuori dalla solita retorica dell’antimafia, il presidente della Associazione – Dario Favatella – ha sottolineato che ricordare Falcone oggi vuol dire “ricordare per cosa lottava e per quali ideali è morto”. Forte il suo tentativo di scuotere le coscienze di una società ormai annoiata e sopita su se stessa pronta a barattare gli eroi con fantasmi. Purtroppo ci si è resi conto che i ragazzi oggi non conoscono il complesso sistema di connivenze, infiltrazioni, intimidazioni, corruzioni che negli ultimi mesi hanno visto anche San Biagio Platani vittima di attentati ad imprese che lavorano nel settore edile. In questo contesto, Favatella non ha omesso di ricordare, uno per uno, tutti i martiri caduti in quel tragico attentato avvenuto ventitrè anni fa: Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, e Francesca Morvillo.
Il presidente della Associazione ha sottolineato come per lui, così come per molti altri giovani – sebbene non abbiano un ricordo diretto – le interviste, i discorsi, e le parole di Falcone e l’abnegazione di chi li proteggeva, sono un incoraggiamento e una speranza a sostegno delle proprie battaglie condotte oggi contro l’illegalità che non risparmia nessun territorio. Continua la sua denuncia quando dice che il tempo purtroppo non gli ha ancor dato ragione perché, nonostante il coraggio dei martiri caduti per mano di vili soggetti, la mafia continua oggi ad esistere, e pervade le Istituzioni “celandosi dietro alcuni cupi e macabri personaggi della politica nazionale e non solo”. “Sta a noi tutti – ha concluso Dario Favatella – non solo ricordare le gesta di questi grandi, coraggiosi e forti uomini, ma sopratutto combattere ogni giorno senza alcuna paura il malaffare e la corruzione, urlando ad alta voce: onestà” per accompagnare il futuro di questa nostra Sicilia verso un orizzonte più radioso di quanto lo si possa immaginare.

GAETANO CALDARA

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