“Volontà ci voli”: Tutto quello che non vogliamo sentirci dire mentre siamo a dieta

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In questo periodo di ristrettezze alimentari per distogliere il pensiero dal cibo ho messo a punto una lista di domande e affermazioni che chi ha deciso di mettersi a dieta non vuole proprio sentirsi dire.
Di norma queste affermazioni, o per meglio dire, frasi di circostanza, si possono suddividere in due momenti: quelle che vengono pronunciate nei giorni precedenti all’inizio della dieta, e quelle che si ripetono nel corso del regime alimentare.

Nel primo gruppo, che ho ritenuto opportuno chiamare “Volontà ci voli”, rientrano le seguenti domande e/o frasi fatte:
Quanto pesi? – Iniziamo malissimo. Dopo “quanti anni hai?” questa è la seconda domanda che ogni donna spera non le venga mai posta. Se ti rendo partecipe del fatto che intendo iniziare la dieta va da sé che qualche chilo da perdere c’è, non ha senso infierire.
È questione di testa – Il fattore psicologico è sicuramente importante nel momento in cui si inizia una dieta, si deve essere convinti al 100% per poter affrontare serenamente la situazione. Spesso, però, il fattore psicologico diventa un alibi: “Per ora unn’haiu testa per mettermi a dieta”. No, sì gargiuta e basta.
Il problema è un piglialli arrè cu l’interessi – Si fa riferimento ai chili persi, e sicuramente non è la frase migliore da dire a chi avrebbe, invece, bisogno di incoraggiamento per convincersi che ce la può fare.

Nel secondo gruppo, chiamato “Quantu ha persu?”, rientrano le affermazioni che preferiremmo non sentir dire nel corso della dieta:
Già pari sciupata – Parole pronunciate con tutte le buone intenzioni di questo mondo, ma sentirsele dire al terzo giorno di dieta mi sembra inappropriato.
I primi chili su tutta acqua – Non è necessario aggiungere altro.
Poi pi perdiri un chilo cinni voli – Questa frase è detta generalmente dopo che il soggetto a dieta ha perso circa 6-7 chili. Non si ha nemmeno il tempo di gioire per quei chili persi che subito arriva chi stronca i tuoi sogni affermando che sarà sempre più difficile perdere peso da quel momento in poi.
A chi t’ava fari tecchia di pane? – Ho scritto pane ma potrebbe essere qualsiasi alimento. Non cedete alle tentazioni perché a tecchia a tecchia la darete vinta a chi vi diceva che i chili persi si riprendono con gli interessi (vedi primo gruppo).
Arrustemu? – Questa è la domanda che più ferisce ed è superfluo spiegarvi il perché.
L’odore di carne ‘mpanata per le scale del condominio – Ci sono odori che feriscono più delle parole.

E per finire degno di nota è l’appoggio incondizionato della famiglia, soprattutto quando mi sento dire: “E pi ccu la fazzu la froscia st’anno?”