Siculiana: La discarica dei rifiuti non può diventare la pattumiera della Sicilia. Lo sostiene la Cgil agrigentina

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La Cgil di Agrigento scrive al presidente della Regione Crocetta,ai parlamentari regionali e nazionali, al prefetto di Agrigento, al sindaco e agli amministratori comunali di Siculiana e alle forze dell’ordine per denunciare che la discarica di Siculiana non può e deve diventare la pattumiera della Sicilia.
Ecco cosa scrive il segretario provinciale generale del sindacato Massimo Raso
“Un mese fa abbiamo fatta nostra e condivisa la preoccupazione espressa dalla Sindaco di Siculiana Mariella Bruno circa l’autorizzazione, da parte della Regione a oltre 50 Comuni della provincia di Agrigento, Trapani e Caltanissetta, di poter utilizzare la discarica di Siculiana.
Un mese dopo la Regione si vede costretta a reiterare ed allargare tale provvedimento: ma che cosa è stato fatto in questo mese?

Si è lavorato , con la sollecitudine che la questione imponeva, a trovare soluzioni alternative, a sbloccare l’iter di allargamenti e autorizzazione di quella parte di impiantistica che consentirebbe di avere meno bisogno della discarica?

Si era parlato di portare i rifiuti all’Estero e, visti i costi di conferimento quasi doppi rispetto a quella di Siculiana, la soluzione non sarebbe affatto peregrina: cosa è stato fatto?

Siculiana, la Provincia di Agrigento, non possono essere il “murobasso” che la Regione usa ad ogni crisi!

Appena si esaurirà la capacità ricettiva Siculiana (che peraltro per norma non potrebbe accogliere più di 800 T/die) chi si farà carico del maggiore onere che avranno le nostre popolazioni per portare i rifiuti altrove?

In assenza di concreti segnali di intervento, che dovremmo fare?

Dobbiamo arrivare per forza a manifestazioni pubbliche per impedire l’accesso dei rifiuti delle altre province?

Noi non vogliamo rassegnarci all’idea di essere la pattumiera della Sicilia!

Ci appelliamo ad ognuno di Voi per Torniamo a sollecitare la soluzione dei problemi e non il perdurare di una condizione emergenziale da cui dobbiamo uscire una volta per tutte”.

Il Segretario Generale
Massimo Raso