Va avanti il progetto politico-amministrativo dei 21 comuni agrigentini che qualche anno fa hanno consegnato le reti idriche e fognarie e che oggi intendono uscire dall’Ato Idrico e disdire il contratto che è stato stipulato con Girgenti Acque che cura la gestione del servizio idrico in molti comuni agrigentini. Nella serata di giovedì una quindicina di consigli comunali hanno approvato le delibere con le quali viene chiesto l’abbandono dell’Ato, tra l’altro commissariato in attesa della nuova legge regionale sul riordino del servizio idrico, e viene dato mandato ai sindaci e agli amministratori comunali di cominciare a disdire giuridicamente il contratto stipulato con la società che si occupa della distribuzione idrica in molti comuni agrigentini.
Hanno già deliberato in tal senso i comuni di Ribera, Sciacca, Casteltermini, Montallegro, Realmonte, San Giovanni Gemini, Caltabellotta, Racalmuto, Lucca Sicula, Sambuca di Sicilia, Grotte, Canicattì, Castrofilippo, Villafranca Sicula e Montevago i cui sindaci per distinguerli da quelli che non hanno consegnato le reti vengono chiamati “pentiti” Gli altri 17 primi cittadini, che gestiscono in proprio la distribuzione dell’acqua, sono invece i “ribelli”.
Con lo stesso ordine del giorno unitario: “Criticità della gestione del servizio idrico e fognante nel territorio comunale. Presa d’atto del parere pro-veritate redatto dal consulente esterno dell’Amministrazione. Atto di indirizzo politico amministrativo preordinato alla gestione diretta del servizio idrico e fognario ad opera del Comune su tutto il territorio comunale. Atto di indirizzo politico amministrativo al sindaco, giunta e responsabile e/o funzionari, in merito alla revoca della concessione d’uso degli impianti idrici e fognanti” sono stati convocati i civici consessi di Calamonaci, Licata, Campobello di Licata, Naro, Siculiana e Favara, in programma tra mercoledì e venerdì della settimana prossima.
Le delibere consiliari, mano che saranno esitate, saranno inviate al presidente della Regione Siciliana, al presidente dell’Ars, all’assessorato regionale Dipartimento Acque e Rifiuti, alla quarta commissione Ambiente dell’Ars, al commissario regionale dell’Ato Idrico Agrigento e al prefetto di Agrigento.
“Con tali deliberazioni – ci ha detto telefonicamente il sindaco di Castelterimini Nuccio Sapia – vogliamo svolgere un’azione di indirizzo politico vero il governo regionale in un momento in cui, ma ormai da tempo, si registra un vuoto legislativo in materia di servizio idrico con una provincia spaccata in due tronconi. Inoltre, le delibere dei consigli comunali vogliono rappresentare un atto di indirizzo amministrativo e giuridico verso sindaci, giunta e dirigenti municipali che devono adottare atti finalizzati alla revoca della gestione del servizio e indirizzati alla riacquisizione delle reti idriche e fognanti dei 27 comuni per la gestione in proprio”.
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Agrigento Agrigento – Riunione dei consigli comunali dei sindaci “pentiti” . Le...





