Per la prima volta, dopo tanti anni di tradizione, la città non avrà il presepe vivente. La crisi economica ha investito pure le festività natalizia che coinvolgeva buona parte della popolazione per circa un mese di intensa attività religiosa, sociale, culturale e tradizionale. Mancano i soldi per l’organizzazione, le degustazioni e soprattutto manca la disponibilità del sito di contrada “Poio” che in questi anni ha ospitato tutta la manifestazione visitata da almeno 10 mila turisti l’anno provenienti da diverse province siciliane.
Le famiglie, proprietarie dell’area dove si trovano ubicate capanne, strade, grotte, forni, recinti per gli animali, non hanno dato la disponibilità del terreno agli organizzatori, al comitato del presepe vivente di Montallegro, che negli anni scorsi hanno offerto un contributo per l’uso del sito. Oggi mancano i soldi per la manodopera specializzata, per la Siae, per l’assicurazione e soprattutto per l’acquisto di generi alimentari da offrire ai visitatori per le tradizionali degustazioni. Venivano offerti infatti formaggio, ricotta, olive, pane con l’olio, salsiccia, ceci, lenticchie, fagioli e vino.
Il volontariato può offrire lavoro, tempo, impegno quasi quotidiano, ma non certamente offerte in denaro. Anche l’amministrazione comunale ha incontrato difficoltà nell’erogare il contributo che negli anni passati è stato irrisorio. Molte famiglie per non far perdere l’entusiasmo soprattutto dei giovani e anche la tradizione religiosa si stanno organizzando per allestire dei presepi di quartiere, rinviando ad anni economicamente più floridi l’appuntamento con il presepe vivente.






