Brutte notizie per diverse migliaia di cattolicesi che hanno la casa in paese e che da decenni vivono fuori per lavoro, ma devono pagare lo stesso l’Imu per l’abitazione vuota da decenni. Lo hanno deciso il sindaco Nicolò Termine (nella foto) e il consiglio comunale che hanno deliberato di far pagare la tassa sull’immobile come seconda abitazione. Il primo cittadino è lapidario perché la tassa è stata cambiata dal governo e introdotta di recente.
“ Era volontà del sindaco e del civico consesso – ci dice il primo cittadino cattolicese – applicare tale norma prevista l’anno scorso anche per l’anno 2014. Ma il decreto legge n. 47/2014, convertito con legge n. 80/2014, ha introdotto l’articolo 9 bis, eliminando per l’anno 2014 la possibilità per i comuni di assimilare ad abitazione principale le unità immobiliari possedute dai cittadini italiani residenti nel territorio dello Stato Italiano”.

Era successo che l’amministrazione comunale di Cattolica Eraclea per l’anno 2013 avevano assimilato le unità immobiliari posseduti dai cittadini cattolicesi non residenti nel territorio dello Stato Italiano ad abitazione principale con conseguente pagamento dell’Imu allo stesso modo dei cittadini residenti a Cattolica Eraclea.
Oggi i provvedimenti sono cambiati per cui il comune sta avvisano i cittadini residenti all’estero che per l’anno 2014 devono pagare l’Imu per gli immobili posseduti sul territorio comunale applicando l’aliquota stabilita dall’ente locale per le “seconde case”, ossia con la tassa del 10,60 per 1000.




