Il consiglio del comune di Caltabellotta nella seduta del 4 novembre scorso ha approvato tutti i punti all’ordine del giorno e in particolare il regolamento comunale attuativo della normativa per il riconoscimento dell’albergo diffuso. Con tale definizione, si intende una struttura ricettiva turistica, composta da almeno sette unità abitative, dislocate in uno o più stabili, ubicati possibilmente nel centro storico interessato da edifici e tessuto edilizio di interesse storico ed architettonico, coordinate da unica struttura centralizzata ( anche individuale), distanti non oltre 300 metri effettivi dall’edificio nel quale sono ubicati i servizi principali,(ricevimento, sale comuni, bar, punto ristoro).
“La formula dell’albergo diffuso – afferma il sindaco Paolo Segreto – nasce per offrire un’esperienza di soggiorno all’interno della nostra comunità, a cui il turismo può fornire lo stimolo per la nascita e lo sviluppo di nuovi servizi e la opportunità di crescita attraverso la valorizzazione dei prodotti del territorio, dell’ambiente e della cultura dei luoghi”.
Gli immobili convertiti in albergo diffuso possono mantenere la destinazione urbanistica residenziale, fatta eccezione per le unità destinate ad accogliere i servizi comuni. L’apertura, il trasferimento e le modifiche riguardanti l’esercizio dell’albergo diffuso sono soggette alla segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A.).
“L’albergo diffuso – continua il primo cittadino – è un albergo a tutti gli effetti ma ha la peculiarità di aderire al territorio in cui sorge ed è particolarmente rispettoso del contesto ambientale ed urbano preesistenti dal momento che non si basa sulla costruzione di nuovi immobili ma sull’utilizzazione e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente”.





